Red Bull e sport: un binomio di successo. Sono molteplici le sponsorizzazioni che l’azienda di herr Matheschitz ha in atto in tutto il mondo: dal calcio (il Salisburgo, non esattamente uno squadrone) alla F1 (proprio ieri Sebastian Vettel e Mark Webber hanno dominato il GP di Silverstone con le loro monoposto), passando per la MotoGP e il rally. E mi limito a citare soltanto alcuni degli sport più popolari.
A volte queste partnership forniscono anche l’occasione per sorprendere il pubblico con eventi di street marketing. L’11 giugno scorso, ad esempio, la 7th Avenue di New York si è trasformata per qualche minuto in un inedito circuito Nascar. Protagonisti Brian Vicker, uno dei top driver della serie motoristica adorata dagli americani, e la sua auto, griffata Red Bull… Tra gli occhi attoniti dei passanti, Vicker si è fatto largo con il suo bolide in mezzo agli altri automobilisti imbottigliati nel traffico, trovando anche il tempo per un pit stop.
Se le partite di calcio sono spesso soporifere (colpa del calendario troppo denso di appuntamenti o della tattica sempre più esasperata?), altrettanto non può dirsi – fortunatamente – per i viral lanciati dalle varie Nike, Adidas e Puma che mettono in campo non soltanto i campioni più affermati ma anche fior di creativi.
Qualche esempio? Per lanciare gli scarpini V1.08 I FG (sigla degna di un’arma letale…), Puma, in occasione dell’ultimo turno della fase a gironi della Champions League, ha deciso di inscenare il rapimento di Nicholas Anelka, Chelsea, da parte di un fantomatico collettivo, Fronte Rivoluzionario delle Donne che amano gli uomini in rosa. In puro al-Qaeda style, vediamo una pericolosa attivista, vestita di un bikini “atomico”, che in video si rivolge all’allenatore della squadra londinese, Felipe Scolari, minacciando di non liberare l’attaccante a meno che non gli venga permesso di indossare le calzature rosate durante la partita contro il Bordeaux.
A Puma risponde in modo originale Adidas, che ha scelto Manuel Adebayor, centravanti dell’Arsenal, come protagonista di una singolare partita di snake – avete presente il giochino simil-trenino che ormai snobbate sul vostro cellulare di ultima generazione? Una performance assicurata dagli scarpini F50 Tunit.
Non ci resta che aspettare fiduciosi la scarpa in grado di redimere Adriano…
L’altra sera ho passato due orette piacevoli guardandomi “Be Kind Rewind”, film surreale firmato dal francese Michel Gondry, conosciuto soprattutto per il precedente “Se mi lasci ti cancello” (2004), con Jim Carrey e Kate Winslet.
Uscito nelle sale italiane a maggio, “Be Kind Rewind” racconta delle (dis)avventure di Mike, che lavora come commesso in un videonoleggio di sole videocassette (!!), e del suo amico Jerry. A seguito di un incidente improbabile, Jerry smagnetizza involontariamente tutte le VHS: come aiutare Mike a non perdere il posto? Semplice: basta girare in modo amatoriale i film che i (pochi) clienti richiedono di volta in volta. Si parte con Ghostbusters… Questo il risultato: tenetevi forte!!
Il lavoro di Mike e Jerry viene apprezzato, tanto che la strampalata coppia decide di continuare con lo “sweding”: così i due definiscono l’attività di creare remake amatoriali. Lungo l’elenco dei film taroccati: “Il Re Leone”, “Robocop”, “2001 Odissea nello spazio”, “Rush Hour 2”, “King Kong”, “Men in Black” e “Carrie, lo sguardo di Satana”. Secondo il classico schema di Propp, a interrompere il momento idillico interverranno alcune complicazioni ma il lieto fine è assicurato.
Perché parlo di “Be Kind Rewind”? Beh, perché suggerisce come risolvere la querelle tra Rai e Lega Calcio in merito alla diffusione in chiaro degli highlights delle partite del campionato 2008/09. Come noto, l’offerta della Rai (Mediaset è poco interessata) è stata giudicata insufficiente, per cui domenica la storica trasmissione radiofonica “Tutto il calcio minuto per minuto” non andrà in onda per la prima volta dopo decenni e le immagini delle partite dovranno passare all’interno del Tg della sera per non più di 4 minuti… Come può il buon Massimo De Luca, Direttore di Rai Sport, evitare di passare alla storia come l’orco capace di privare gli italiani del piacere dei goal domenicali senza cedere al ricatto economico della Lega Calcio? Semplice, assoldando squadre di amatori che mettano in scena, con tutti i limiti del caso, le azioni più significative delle singole partite. Qualcosa di simile era stato proposto anche in una delle prime stagioni di “Quelli che il calcio”, con ex calciatori diretti dal coach/coreografo Gigi Maifredi. Perché non riprovare? Con i soldi risparmiati si potrebbero acquistare i diritti di alcuni sport cosiddetti minori, ma meritevoli di maggior attenzione… Caro Massimo, dimostri un po’ di coraggio e di ironia!