Café des Ignorants

Voce marcata come ‘community’

Feed Rss:egocentrismo web 2.0?

30 Settembre 2008 · Lascia un Commento


Come molti sapranno il Feed Rss è una tecnologia che permette di ricevere sulla propria casella di posta gli aggiornamenti di un sito o di un blog e chi più ne ha più ne metta.

Grazie alla tecnica del Feed Rss chi ha bisogno di seguire per lavoro o per passione più siti/blog al giorno non deve passare tutta la giornata a spulciare i siti in bookmark,ma deve semplicemente aprire la propria casella di posta e leggere gli aggiornamenti che ha ricevuto dai propri feed.

Fin qui tutto bene, utilissimo vantaggio che consente di tenersi aggiornati in tempo reale e ricevere le ultime news restando comodamente sulla propria casella di posta.

Con l’arrivo del Fedd Rss però ecco che, nell’epoca imperante del social networking,arriva anche il feed ad personam.

Nascono social netowrks basati sulla politica del Feed Rss prendiamo ad esempio Twitter.

Una piattaforma social che si basa sulla tecnologia feed. L’utente si registra e riceve il prorio feed personale ha a disposizione 140 caratteri con comunicare in maniera costante e a volte compulsiva quello che sta facendo.

“Chiara ha appena incontrato Marco sottocasa!

“Marco ha appena incotrato Chiara sottocasa”

“Giulia sta andando a cena con Silvia e spera che il ristorante non sia troppo caro”

“Martina è appena andata in bagno e ha trovato un tremenda puzza di cacca!”

“Fabio sta andando a prendere l’autobus e spera di non fare tardi: troppo sonno!”

“Carmen…dolce risveglio!”

Twitter è solo uno e il più usato delle piattaforme Feed Rss seguito a ruota da FriendFeed, e dai feed di facebook e myspace e dai numerosi Feed Social che nascono ogni giorno.

Chi scrive (utente di Twitter e Friendfeed!)si domanda:

“Ma perchè abbiamo così tanto bisogno di essere spiati?!”

Ed è un bisogno di essere spiati quello di cui si tratta, o più semplicemente un bisongo costante e continuo di appartenenza ad un network/community, o di una nuova forma di voyerismo digitale?

Il singolo si identifica con la community al punto di sentire il bisogno costante ed incessante di manifestare e palesare l’appartenenza in maniera compulsiva e di comunicare al gruppo continuamente ciò che sta avvenendo al di fuori di esso?

Non credo si tratti di solitudine o di carenza di  rapporti umani;credo semplicemente si tratti di nuovi luoghi di ritrovo in cui il singolo si identifica e in cui trova aggregazione e coesione.
L’user si sottopone spontaneamente all’occhio vigile del gruppo per esserne spiato di continuo.
Non è un rinuncia alla propria privacy, attenzione: è una nuova forma di protagonismo.Una forma di egocentrismo web 2.0

Perchè una ragazza che sta andando in palestra piuttosto che a cena con delle amiche sente il bisogno di Twittarlo immediatamente dal suo palmare?!

Essere Twittato o Blippato o Feeddato rende il singolo sicuro di essere in buona compagnia mentre si allontana dal gruppo?
Stabilire un costante link con le persone che si sentono vicine per amicizia, similitudini, rapporti di lavoro…rende l’individuo più tranquillo, partecipe ad ogni modo della community per restandone lontano, pur uscendone per un istante?

Niente di tutto questo!!!

L’user della piattaforma Feed Rss based è tanto più autorevole quanto più followers ha.
Più persone ti seguono più sei importante. La riservatezza è inversamente proporzionale alla notorietà. Proprio come accadeva un tempo per i divi di Hollywood.

Che quello dei social netowrks stia  diventando un nuovo fenomeno di Star System?

Kame

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Easytoassemble.tv: lo show facile da montare lo trovi solo da Ikea!

23 Settembre 2008 · Lascia un Commento

Dopo il lancio della community la svedese più famosa (e ricca) del mondo prosegue la colonizzazione del web con la presentazione dello show easytoassemble, serie di episodi video girati in collaborazione con Illeana Douglas(stellina hollywoodiana protagonista di CapeFear e Quei bravi ragazzi), che in questi giorni verrà presentato sull’omonimo sito web.

Memore della sperimentazione di Mark Lives in Ikea, “soggiorno esibizionista” del comico Mark Malkoff in uno store americano, Ikea torna a dominare il web con questi comici training on-line propedeutici alla formazionedel dipendente perfetto.

Contando sulla partecipazione di attori del calibro di Jeff Goldblum, Tom Arnold, Begley Jr e Justine Bateman, Ikea comunica la sua filosofia e il suo universo di pensiero in maniera non tradizionale veicolandoli attraverso brevi video che assicurano al messaggio una natura non-lineare che ben si adatta al web.

Per il momento alcune preview sono disponibile su metacafe, partner eccezionale dell’operazione pubblicitaria che assicura al prodotto quella dose di viralità necessaria a qualunque azione di marketing che desideriil suffisso 2.0. Stay tuned!

Icaro

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Ikea, un polo di attrazione… ora anche virtuale

13 Settembre 2008 · Lascia un Commento

Lo scorso weekend ho fatto un salto al nuovo megastore Ikea di Parma. Il bamboccione – Padoa Schioppa dixit – abbandona il rassicurante nido materno per mettersi in proprio? Nulla di tutto ciò: semplicemente volevo passare una domenica pomeriggio diversa e vedere con i miei occhi la maxi-struttura capace di mandare in tilt il traffico della città ducale il giorno dell’inaugurazione. E poi ero abbastanza fresco di lettura dell’articolo de il Venerdì de la Repubblica dedicato ai Bo Blok: per chi non lo sapesse si tratta di prefabbricati in legno – Värmland – o in legno e pietra – Skåne – che, una volta assemblati, si tramutano in una casa a tutti gli effetti. E non in una casa qualsiasi, bensì in un’abitazione coerente con il motto “Più bellezza per tutti” che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare non è uno slogan creato dal nostro premier per la campagna elettorale 2008, bensì da Ingvar Kamprad, il padre di Ikea.

Esempio di Bo Blok Ikea

Esempio di Bo Blok Ikea

Una trovata geniale che risponde alla logica di costruire case realmente a misura d’uomo (addio nucleo familiare bulimico, che richiede grandi spazi: oggi la famiglia-tipo occidentale è composta da una/due persone). Il tutto a un prezzo ragionevole, in funzione ovviamente della metratura.
Ma non voglio divagare. Torniamo alla mia gita all’Ikea di Parma. Soddisfatto? Oh, yes. Talmente tante cose da vedere, tutte dal design ricercato, che mi sono sentito un po’ come Pinocchio nel Paese dei Balocchi. E ho anche capito perché qualche mese fa l’americano Mark Malkoff, scrittore, regista e attore comico per Comedy Central (aggiungerei buzz agent: ha associato il suo nome anche a Starbucks), abbia deciso di fare di uno store Ikea il suo regno (per una settimana).
Tutto documentato sul sito Mark Lives in Ikea, che vi consiglio di andare a visitare, e sui suoi profili di MySpace e Facebook.
Siete degli Ikea-addicted ma considerate estrema un’esperienza come quella appena descritta? Potete sempre ripiegare sulla realtà virtuale. Mi riferisco alla community FamilyIkea: per usare un termine oggi di gran moda, un social network che riunisce i possessori della Family Card dove condividere con altri amanti del brand scandinavo la propria passione per l’arredamento e il design. Uno spazio dove inviare commenti, foto e video e, perché no, familiarizzare un po’ con l’ostica lingua svedese. Forse non lo sapete, ma i nomi dei prodotti Ikea, sequenze apparentemente casuali di lettere, hanno un significato ben preciso. Un esempio riferito a questo post? Bo Blok = vivi con intelligenza.
The Apprentice

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