Oggi si celebra la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Molte iniziative in tutto il mondo sono quest’anno volte a ricordare, come messaggio principale, che 6,743 milioni di donne hanno subito, nella propria vita, violenza fisica o sessuale; tre milioni di donne hanno subito una violenza o un’aggressione durante una relazione o dopo avere deciso di troncarla. In Italia, una donna su tre nella fascia d’età tra i 16 e i 70 anni, è stata vittima di un uomo.
La comunicazione può fare molto, perché il problema principale in queste situazioni è il silenzio: il 53% delle donne che hanno subito violenze o aggressioni non lo ha mai confidato a nessuno.
Lo scorso anno il manifesto di Telefono Donna dedicato alla Giornata ed al tema del silenzio aveva fatto parlare di sè perché, giudicato troppo forte, era stato respinto dal Comune di Milano.
Grazie a questo manifesto, la Giornata Mondiale contro la violenza è finalmente diventata una notizia e se ne è parlato diffusamente e a lungo.
Quest’anno a Milano si è svolta un’iniziativa meno provocatoria e forte, ma altrettanto utile alla causa: si tratta di un Flash Mob organizzato da Intervita Onlus. Donne e uomini si sono ritrovati insieme per dire “stop” a tutte le forme di violenza sulle donne. Il video è stato girato ieri per annunciare l’arrivo del giorno dedicato alle donne:
Gli U2 sbarcano su YouTube, che apre per la prima volta il proprio spazio al live webcast di un intero concerto: il global live webcast è in programma domenica 25 ottobre in occasione della data sold-out al Rose Bowl di Pasadena. La notizia è stata data dal sito del gruppo irlandese e dalle principali piattaforme usate per comunicare con i fans.
Al centro dell’iniziativa, la dichiarata adesione alla filosofia dell’accesso libero ai contenuti. In effetti il concerto, il penultimo del tour, sold out con 96.000 biglietti venduti, è una tappa importante di una stagione segnata da scelte open da parte della band: una politica dei prezzi dei biglietti “abbastanza” contenuta e una rappresentazione del concetto data attraverso lo spettacolare palco circolare, visibile da tutti gli spettatori allo stesso modo, dal quale il 360° tour ha preso il proprio nome.
360° di apertura ai fans presenti, ed ora anche a coloro che non prenderanno fisicamente parte al concerto. Durante il live, gli utenti potranno scambiarsi impressioni e commenti tramite la Twitter integration di YouTube. Gli U2 hanno scelto inoltre di far visualizzare al pubblico, durante il live web, un bottone donate now, linkato alla RED Campaign per la lotta all’AIDS in Italia, per dirottare parte dell’attenzione che sarà dedicata al concerto su YouTube verso la campagna sociale da loro supportata.
Dopo aver assistito alla trasformazione del sogno miliardario di un jackpot della lotteria in un buon stipendio mensile, arriva la campagna di Melting’Pot a confermarci che oggi avere il minimo può rappresentare un vero lusso.
La campagna studiata da Armando Testa, infatti, reintroduce le tematiche della salute, dell’economia e del lavoro nel “magico mondo dell’adv” e le tratta come un “fantastico traguardo” (ad un passo da noi, con un Melting’Pot addosso). Buona salute, buon lavoro e due soldi in tasca: condizioni base si, ma in grande stile..
Il budget ridottissimo e la necessità di raggiungere un vasto bacino di persone ha conformato un approccio alla comunicazione davvero efficace. Un semplice segnalibro, infatti, incarnerà l’antico protagonista della parabola incontrando le persone sulla loro via quotidiana.
Supermercati, librerie ed ogni luogo funzionale saranno il territorio d’azione di questi “buoni samaritani” del terzo millennio, capaci di raggiungere i molti in difficoltà in maniera discreta e diretta combattendo l’approssimazione della comunicazione di massa.
Decisamente curioso è il progetto promosso e gestito dal Victoria and Albert Museum di Londra insieme all’artista Sue Lawty e intitolato World Beach Project.
Il progetto nasce nel 2007 dall’idea di voler creare una mappa globale dei “tentativi” artistici fatti di sabbia e rocce: un’idea curiosa ma che ha incontrato nel tempo un successo crescente.
It’s a project that requires people to do four things that are both simple and complex: go to the beach (anywhere in the world), make a piece of art using stones, photograph it, and then send the photos to the museum via the Web. (NS)
In poco più di 2 anni sono stati più di 700 i contributi inviati al museo, e quasi 1400 i post dedicati al progetto rintracciati nella blogosfera.
Protagonista dello spot Universal Language, firmato da Alma DDB, è un gruppetto di ragazzi muti.
L’effetto è straniante: non capiamo che cosa si “dicano” con il loro linguaggio fatto di gesti. Finché arriva un loro compagno con un carico di sandwich e patatine fritte di McDonald’s e avviene il miracolo: tutto diventa chiarissimo!
Un modo originale per evocare la natura globale dell’azienda.
L’ennesima conferma che gli oramai famosissimi 140 caratteri sono il simbolo della nuova comunicazione globale arriva dal giappone con Pa++ern.
Questa opera installativa, pensata dai media artist Daito Manabe e Motoi Ishibashi, trasforma la breve stringa di codice del messaggio Twitter in un esoterico ricamo che contamina il reale convogliando il segnale fuori dall’ambito digitale.
Il funzionamento del Twitter-bot è molto semplice: una volta ricevuto il messaggio il software lo traduce in una doppia istruzione per una grande macchina da cucire che ricama un disegno sul fronte del tessuto e il suo corrispondente codice sul retro.
La dimensione visiva del codice permette a questa sperimentazione di raccordarsi e di riconnettersi alla filosofia della pratica inaugurata dall’eterogenea indagine di Vasulka, ampliando fortemente la riflessione che il mezzo introduce.
Oltre, naturalmente, a rendere le t-shirt Pa++ern qualcosa di assolutamente desiderabile.
Vi considerate dei mostri di creatività ma nessuna agenzia sembra accorgersi del vostro talento? Siete studenti di comunicazione, volete mettere a frutto quanto appreso a lezione e – perché no? – raggranellare qualche spicciolo? Beh, allora ho la soluzione per voi. Mai sentito parlare di Zooppa e BootB?
Zooppa (www.zooppa.com) è riserva indiana di creativi, in forma di social network. Qui grandi aziende pubblicano i propri brief e invitano il popolo della Rete a sviluppare progetti di comunicazione. Come in democrazia, a premiare le idee migliori è la community di creativi, attraverso il voto. Se l’azienda è soddisfatta del risultato e vuole concretizzare l’idea, passa alla cassa, riconoscendo all’autore – anche più di uno: si cerca di incentivare il lavoro in team – un fee. Si tratta di cifre simboliche, però volete mettere la soddisfazione di sorprendere gli amici all’ora dell’happy-hour dicendo: “Sai che ho appena firmato l’ultima campagna di Negroni-ING Direct-Invicta-Hasbro?” (giusto per citare alcune realtà che hanno creduto da subito in Zooppa).
Simile è la logica che anima BootB (www.bootb.com), meno social network e più suk, nel senso che le proposte sono scelte esclusivamente dall’azienda e sono destinate sempre a diventare advertising ufficiale. Curiosità: la prima realtà a credere in BootB è stata… la stessa BootB che per la sua promozione ha stanziato un budget di 90.000 dollari!!