Café des Ignorants

Voce marcata come ‘facebook’

River North Dance Company

2 Novembre 2009 · Lascia un Commento

Built by River North Dance Company.

Una campagna sorprendente quella creata da Y&R agency di Chicago, per promuovere la  River North Dance Company.

La compagnia è attiva a 360° nell’universo della danza contemporanea, e presenta tra le altre cose un website con collegamenti a Youtube, Facebook e Twitter.

River North Chicago Dance Company is dedicated to the creative advancement, presentation and preservation of jazz based contemporary dance regionally, nationally and internationally.

Ecco qua le illustrazioni della campagna: di certo non passano inosservate.

RNDCHeart.previewRNDCLeg.previewRNDCLungs.previewRNDCSpine.preview

Mr. Writer

via adsoftheworld

Categorie: advertising · arte
Messo il tag: , , , , , , , , ,

La Bella o la Bestia? Make-up da paura per Halloween!

31 Ottobre 2009 · Lascia un Commento

La creatività anima i festeggiamenti della notte di Halloween e ne detta le tendenze “fashion”!

Armati dei macabri gadget tecnologici di cui vi ho parlato ieri, prepariamoci a truccarci con vero stile da brivido!

Per sbizzarrirci a preparare la maschera più “paurosa” dell’anno  possiamo approfittare dei “trucchi” del mestiere forniti da MAC Cosmetics, azienda americana specializzata in cosmetica.

I loro Make-up Artists, infatti, hanno realizzato delle vere e proprie guide per truccarsi alla perfezione: foto più passi da seguire descritti dettagliatamente, per uno stile che si distingue!

foto1

foto2

foto3

Tutte le immagini e le guide sono disponibili sulla pagina Facebook di Mac Cosmetic, dove i fan stanno impazzendo e continuano a prendere appunti per studiare e realizzare la maschera più inquietante e originale dell’anno.

Se vi manca la tecnica, seguite il make-up del brivido con il video realizzato per l’occasione e, soprattutto, armatevi di fantasia

La Blanche

Categorie: attualità · eventi
Messo il tag: , , , , , , , , , , , , , , ,

Quante cose può fare un iPod ?

14 Settembre 2009 · Lascia un Commento

Piccola marketta alla mitica Apple!!

Il nuovo iPod nano della Apple ora può anche registrare fantastici video!

evvai! ci mancava proprio!

Si possono registrare video e condiverli con i propri amici via YouTube, Facebook o via e-mail.

E ci sono a disposizione ben 15 effetti speciali, per personalizzare il proprio video e renderlo ancora più bello!

Come sempre coloratissimo e very cool! ;-)

Buona visione!

Miss. Somewhere

Categorie: Branding · advertising · geek style · musica
Messo il tag: , , , , , , , ,

I SEE YOU…finalmente una ronda intelligente!

24 Agosto 2009 · Lascia un Commento

Ultimamente si sente parlare di Ronde…ummm è decisamente un tema sul quale preferisco non soffermarmi troppo.
E’ interessante però il caso di I SEE YOU:
“…I SEE YOU è una forma di denuncia e di sensibilizzazione sociale sui temi del degrado ambientale e della salvaguardia del pianeta.. I SEE YOU è la RONDA AMBIENTALISTA, il GRUPPO fotografico e video collegato al film collettivo sulla Green Generation..”
Green Generation…umm…cerchiamo di capire…e andiamo con ordine.
Un giorno su Facebook, vengo contattata da una certa Green Joy (http://www.facebook.com/greenjoy?ref=ts#/greenjoy?v=wall&viewas=663954804&ref=ts), che mi richiede l’amicizia.
Chi è, chi non è? E soprattutto che fa?
“Andiamo a vedere!” dico tra me e me (l’immagine di profilo mi colpisce fin da subito).
Green Joy si presenta così:
“Ciao, il mio nome è Joy,
sono una ragazza piena di energia e ho tanta
voglia di vivere, sono forte e coraggiosa e tutti mi
dicono che sono un’inguaribile sognatrice. Io
credo nell’unione fra le persone e nell’amore
verso la natura, nonostante tutte le distrazioni che
il mondo attuale ci propone. Ho deciso di iniziare
questa avventura perchè la mia vita è cambiata
radicalmente a causa dell’inquinamento…”
Perlustrando la sua pagina su Facebook, comincio a mettere insieme i pezzi e scopro che dietro a questo “strano” personaggio c’è un progetto ambientalista, chiamato Green Generation (http://www.greengeneration.it/):
“…Green Generation è un progetto collettivo aperto a tutte le persone che hanno a cuore le sorti del pianeta e che desiderano impegnarsi  per favorire  la crescita di una cultura della sostenibilità…”
Per farla breve, tutto questo popò di roba, per promuovere la realizzazione un film “…Il primo film collettivo per condividere insieme l’idea di un futuro sostenibile”, al quale tutti possono contribuire con storie, poesie, pensieri, fotografie, filmati, brani musicali, illustrazioni, fumetti e animazioni e testimonianze di qualsiasi genere che abbiano a che fare con le tematiche ambientali.
La raccolta di contributi è iniziata a luglio e si concluderà il 31 dicembre 2009 (quindi c’è ancora del tempo utile per dire la propria); questi saranno riutilizzati e rielaborati all’interno della sceneggiatura.
Sono state pertanto creati un gruppo su Facebook, uno su Flickr e uno anche su Youtube.
http://www.facebook.com/group.php?gid=99290268163
(il gruppo)
http://www.flickr.com/groups/iseeyou/
(il gruppo su Flickr)
http://www.youtube.com/group/iseeyouvideo
(il gruppo su Youtube)
Ultimamente si sente parlare di ronde (decisamente un tema sul quale preferisco non soffermarmi troppo); ma a quanto pare sono tornate di moda.
C’è qualcuno però che ha deciso di sfruttarne (in modo molto intelligente) il portato simbolico e materiale  per fini, diciamo così, più tranquilli e  più consoni all’era in cui viviamo.
Sto parlando di I SEE YOU:
Le T-Shirt di I SEE YOU
I SEE YOU
I SEE YOU è una forma di denuncia e di sensibilizzazione sociale sui temi del degrado ambientale e della salvaguardia del pianeta… I SEE YOU è la RONDA AMBIENTALISTA, il GRUPPO fotografico e video collegato al film collettivo sulla Green Generation…

E che cos è questa Green Generation?…umm…cerchiamo di capire…e andiamo con ordine.
Un giorno su Faccialibro, vengo contattata da una certa Green Joy , che mi richiede l’amicizia.
Chi è, chi non è? E soprattutto che fa?
Andiamo a vedere!” dico tra me e me (l’immagine di profilo mi colpisce fin da subito).
Green Joy
Green Joy si presenta così:
Ciao, il mio nome è Green Joy,
sono una ragazza piena di energia e ho tanta
voglia di vivere, sono forte e coraggiosa e tutti mi
dicono che sono un’inguaribile sognatrice. Io
credo nell’unione fra le persone e nell’amore
verso la natura, nonostante tutte le distrazioni che
il mondo attuale ci propone. Ho deciso di iniziare
questa avventura perchè la mia vita è cambiata
radicalmente a causa dell’inquinamento…

Perlustrando la sua pagina e relativo gruppo su Facebook, ci metto poco a mettere insieme i pezzi (I See you, Green Joy e Green Generation), scoprendo con estremo piacere, che dietro a questo “strano” personaggio c’è un progetto ambientalista, chiamato Green Generation :
“…Green Generation è un progetto collettivo aperto a tutte le persone che hanno a cuore le sorti del pianeta e che desiderano impegnarsi  per favorire  la crescita di una cultura della sostenibilità…”

Per farla breve, tutto questo popò di roba, per promuovere la realizzazione di un film:
“…Il primo film collettivo per condividere insieme l’idea di un futuro sostenibile”, al quale tutti possono contribuire con storie, poesie, pensieri, fotografie, filmati, brani musicali, illustrazioni, fumetti e animazioni e testimonianze di qualsiasi genere che abbiano a che fare con le tematiche ambientali…”
Green Generation

La raccolta dei contributi è iniziata a luglio e si concluderà il 31 dicembre 2009 (quindi c’è ancora del tempo utile per dire la propria); questi saranno riutilizzati e rielaborati all’interno della sceneggiatura.
Sono stati creati, oltre ai presidi su Facebook, anche un gruppo su Flickr e un canale su Youtube .
Chissà cosa ne uscirà fuori!
Mobilitiamoci!
Miss. Somewhere

Categorie: attualità · social · socialnetworking · web
Messo il tag: , , , ,

Quanti “fan” ha la tua città?

4 Agosto 2009 · Lascia un Commento

amsterdam

In poco più di 2 mesi dalla sua pubblicazione la pagina Facebook di Amsterdam, creata e curata da Amsterdam Tourist Board, ha raggiunto 150.00o fans. Gli aggiornamenti sono frequenti con news, indicazioni e domande rivolte ai fan.

La partecipazione è notevole e le foto dei fan hanno superato quota 2.000. Tutto questo ha permesso di sorpassare la pagina di Londra, creata dai tipi di Visitlondon, che è ferma a quota 122.000.

Che dire poi del testa a testa tra USA e Europa, rappresentate da Parigi e New York? La prima ha superato addirittura il milione di fan, mentre la seconda è ferma a “solo” 800.000.

Una curiosità: sembra che la comunità più ampia dei fan della città olandese sia quella italiana.

Amsterdam_facebook_page

Mr. Writer

Categorie: socialnetworking · web
Messo il tag: , , ,

e-stituzione 2.0

21 Maggio 2009 · Lascia un Commento

Ho sempre pensato che qui  in Italia la comunicazione negli ambienti  del web  2.0 fosse appannaggio di sole poche realtà innovative e all’avanguardia in fatto di comunicazione.

Effettivamente, che in Italia non sia ancora così pienamente diffusa e radicata la cultura alla comunicazione di tipo bidirezionale è risaputo, così come è  ancora ampiamente diffusa l’immagine che vede protagoniste della “comunicazione che conta” solo grandi aziende e super-istituzioni, vissute e percepite come pesanti, burocratiche, lente e lontane anni miglia dalla realtà, soprattuto dei giovani.

Le logiche con le quali continuiamo a confrontarci in materia di comunicazione sono quelle legate ai media tradizionali, che appaiono sempre necessarie e impossibili da abbandonare.

E forse proprio per questo motivo, quando mi si presentano sotto gli occhi azioni di comunicazione che finalmente cercano di abbandonare i vecchi paradigmi per adottarne di freschi e di nuovi, i miei occhi, davvero, si riempiono di speranza.

Ma facciamo un po’ di ordine…

Come è ben evidente e sotto gli occhi di tutti, Facebook è diventato una “condicio sine qua non” per chi intende pensare ad una comunicazione che tenga realmente conto del suo destinatario.  Altrettanto evidente però è che pochissimi sanno (e vogliono) sfruttarne le potenzialità.

Le aziende si affannano a creare avamposti che rimangono spesso e volentieri statici, vuoti di contenuti, vuoti di dialogo con gli utenti e quindi a mio avviso inutili.

La forza di Facebook  (ma così in generale dei social network) è quella di poter creare un proprio network, una comunità di gente che condividendo comuni interessi,  passioni o semplici idee, si aggregano (spesso spontaneamente) intorno a quel preciso interesse, creando dei gruppi o pagine ufficiali.

L’imperativo  categorico per gli strumenti social è produrre, diffondere e condividere contenuti che siano di interesse per  la specifica comunità, la quale a sua volta fruisce, commenta e remixa  appropriandosene definitivamente.

Questo, ormai ,il mio paramentro di valutazione di ciò che mi viene proposto e che mi fa dire: “bello!partecipo!”

E qui, arriva con sorpresa un progetto promosso proprio da chi non te lo aspetteresti, ovvero un’istituzione pubblica.

Cosa c’è di più lontano, lento, burocratico, farraginoso, appesantito ai nostri occhi, se non un’istituzione pubblica?

Bene, mi son dovuta ricredere quando, ricevendo l’invito su Facebook, la Regione Emilia Romagna mi chiedeva di diventare fan della pagina delle Aree Protette, pensata per promuovere la Settimana Europea dei Parchi.

Non parliamo poi dello stupore quando ho scoperto il profilo in Twitter!

Del resto, chi meglio di un archivio pieno zeppo di iniziative, attività, foto e quant altro, che riguarda una bella regione come quella dell’Emilia Romagna, poteva cogliere l’opportunità di crearsi il proprio network di fan e di followers, col quale interagire e condividere contenuti?

Ora, sono costantemente aggiornata sulle diverse iniziative ed attività che coinvolgono parchi naturali, riserve e posti fantastici.

E cosa c’è di più bello, mentre sei china sulla scrivania a studiare o a lavorare (con queste temperature poi) che evadere un po’e immaginare di essere nella natura incontaminata (Twitpic non fa che rafforzare il sogno ad occhi aperti), magari al silenzio e con l’arietta fresca fresca?

Divagazioni a parte, seguo con piacere questa attività “finalmente social” di un’istituzione pubblica, la seguo divertita e sicuramente incuriosita, pur non essendo questa la mia regione, mi piace scoprirla in questo modo, sicuramente più vicino al mio mondo e soprattutto al mio modo di comunicare e di acquisire nuova conoscenza.

La seguo sperando che questo esperimento in comunicazione rappresenti la possibilità di cambiare le logiche di rapporto che le istituzioni hanno con il loro referente primario, le persone.

Sarebbe un buon approccio e un buon modo di iniziare un nuovo e reale dialogo soprattutto con noi giovani (ormai saturi di postmoderna sfiducia), che il futuro lo rappresentiamo.

Incrociamo le dita.

Miss. Somewhere

Ho sempre pensato che qui  in Italia la comunicazione negli ambienti  del web  2.0 fosse appannaggio di sole poche realtà innovative e all’avanguardia in fatto di comunicazione.
Effettivamente, che in Italia non sia ancora così pienamente diffusa e radicata la cultura alla comunicazione di tipo bidirezionale è risaputo, così come è  ancora ampiamente diffusa l’immagine che vede protagoniste della “comunicazione che conta” solo grandi aziende e super-istituzioni, vissute e percepite come pesanti, burocratiche, lente e lontane anni miglia dalla realtà, soprattuto dei giovani.
Le logiche con le quali continuiamo a confrontarci in materia di comunicazione sono quelle legate ai media tradizionali, che appaiono sempre necessarie e impossibili da abbandonare.

E forse proprio per questo motivo, quando mi si presentano sotto gli occhi azioni di comunicazione che finalmente cercano di abbandonare i vecchi paradigmi per adottarne di freschi e di nuovi, i miei occhi, davvero, si riempiono di speranza.

Ma facciamo un po’ di ordine…
Come è ben evidente e sotto gli occhi di tutti, Facebook è diventato una “condicio sine qua non” per chi intende pensare ad una comunicazione che tenga realmente conto del suo destinatario.  Altrettanto evidenteperò è che pochissimi sanno (e vogliono) sfruttarne le potenzialità. Le aziende si affannano a creare avamposti che rimangono spesso e volentieri statici, vuoti di contenuti, vuoti di dialogo con gli utenti e quindi a mio avviso inutili.
La forza di Facebook  (ma così in generale dei social network)è quella di poter creare un proprio network, una comunità di gente che condividendo comuni interessi,  passioni o semplici idee, si aggregano (spesso spontaneamente) intorno a  quel preciso interesse, creando dei gruppi o pagine ufficiali.
L’imperativo  categorico per gli strumenti social è produrre, diffondere e condividere contenuti che siano di interesse per  la specifica comunità, la quale a sua volta fruisce, commenta e remixa  appropriandosene definitivamente.

Questo, ormai ,il mio paramentro di valutazione di ciò che mi viene proposto e che mi fa dire: “bello!partecipo!”

E qui, arriva con sorpresa un progetto promosso proprio da chi non te lo aspetteresti, ovvero un’istituzione pubblica.
Cosa c’è di più lontano, lento, burocratico, farraginoso, appesantito ai nostri occhi, se non un’istituzione pubblica?
Bene, mi son dovuta ricredere quando, ricevendo l’invito su Facebook, la Regione Emilia Romagna mi chiedeva di  diventare fan della pagina delle Aree protette, pensata per promuovere la Settimana Europea dei Parchi.
Non parliamo poi dello stupore quando ho scoperto il profilo in Twitter!
Del resto, chi meglio di un archivio pieno zeppo di iniziative, attività, foto e quant altro, che riguarda una bella regione come quella dell’Emilia Romagna, poteva cogliere l’opportunità di crearsi il proprio network di fan e di followers, col quale interagire e condividere contenuti?
Ora, sono costantemente aggiornata sulle diverse iniziative ed attività che coinvolgono parchi naturali, riserve e posti fantastici. E cosa c’è di più bello, mentre sei china sulla scrivania a studiare o a lavorare (con queste temperature poi) che evadere un po’e immaginare di essere nella natura incontaminata (Twitpic non fa che rafforzare il sogno ad occhi aperti), magari al silenzio e con l’arietta fresca fresca?
Divagazioni a parte, seguo con piacere questa attività “finalmente social” di un’istituzione pubblica, la seguo divertita e sicuramente incuriosita, pur non essendo questa la mia regione, mi piace scoprirla in questo modo, sicuramente più vicino al mio mondo e soprattutto al mio modo di comunicare e di acquisire nuova conoscenza.
La seguo sperando che questo esperimento in comunicazione rappresenti la possibilità di cambiare le logiche di rapporto che le istituzioni hanno con il loro referente primario, le persone.
Sarebbe un buon approccio e un buon modo di iniziare un nuovo e reale dialogo soprattutto con noi giovani (ormai saturi di postmoderna sfiducia), che il futuro lo rappresentiamo.
Incrociamo le ditaHo sempre pensato che qui  in Italia la comunicazione negli ambienti  del web  2.0 fosse appannaggio di sole poche realtà innovative e all’avanguardia in fatto di comunicazione.

Categorie: eventi · socialnetworking · web
Messo il tag: , , , ,

Terminator? La guerra si vince su Twitter

15 Maggio 2009 · Lascia un Commento

Era inevitabile: dopo MySpace e Facebook, i creativi stanno cercando di colonizzare anche Twitter. Ne è un esempio la campagna promozionale per la prossima uscita del blockbuster Terminator Salvation (sugli schermi italiani dal 5 giugno).

Sulla piattaforma di microblogging, Sony – la casa di produzione del film – ha lanciato l’advergame Resistance 2018. Parliamo di una sorta di quiz on-line, che offre a giocatori l’illusione di combattere contro Skynet.
Partecipare è semplicissimo: basta risolvere nel più breve tempo possibile enigmi basati sui protagonisti e sulla trama di una delle più celebri saghe cinematografiche degli ultimi decenni. Più punti si totalizzano più si sale di livello, con la possibilità di unirsi ad altri battaglioni fino ad affiancare direttamente John Connor (interpretato da Christian Bale nella pellicola firmata da Joseph McGinty Nichel).

Terminator_1

The Apprentice

Categorie: socialnetworking
Messo il tag: , , , , , , , , , , ,

Feed Rss:egocentrismo web 2.0?

30 Settembre 2008 · Lascia un Commento


Come molti sapranno il Feed Rss è una tecnologia che permette di ricevere sulla propria casella di posta gli aggiornamenti di un sito o di un blog e chi più ne ha più ne metta.

Grazie alla tecnica del Feed Rss chi ha bisogno di seguire per lavoro o per passione più siti/blog al giorno non deve passare tutta la giornata a spulciare i siti in bookmark,ma deve semplicemente aprire la propria casella di posta e leggere gli aggiornamenti che ha ricevuto dai propri feed.

Fin qui tutto bene, utilissimo vantaggio che consente di tenersi aggiornati in tempo reale e ricevere le ultime news restando comodamente sulla propria casella di posta.

Con l’arrivo del Fedd Rss però ecco che, nell’epoca imperante del social networking,arriva anche il feed ad personam.

Nascono social netowrks basati sulla politica del Feed Rss prendiamo ad esempio Twitter.

Una piattaforma social che si basa sulla tecnologia feed. L’utente si registra e riceve il prorio feed personale ha a disposizione 140 caratteri con comunicare in maniera costante e a volte compulsiva quello che sta facendo.

“Chiara ha appena incontrato Marco sottocasa!

“Marco ha appena incotrato Chiara sottocasa”

“Giulia sta andando a cena con Silvia e spera che il ristorante non sia troppo caro”

“Martina è appena andata in bagno e ha trovato un tremenda puzza di cacca!”

“Fabio sta andando a prendere l’autobus e spera di non fare tardi: troppo sonno!”

“Carmen…dolce risveglio!”

Twitter è solo uno e il più usato delle piattaforme Feed Rss seguito a ruota da FriendFeed, e dai feed di facebook e myspace e dai numerosi Feed Social che nascono ogni giorno.

Chi scrive (utente di Twitter e Friendfeed!)si domanda:

“Ma perchè abbiamo così tanto bisogno di essere spiati?!”

Ed è un bisogno di essere spiati quello di cui si tratta, o più semplicemente un bisongo costante e continuo di appartenenza ad un network/community, o di una nuova forma di voyerismo digitale?

Il singolo si identifica con la community al punto di sentire il bisogno costante ed incessante di manifestare e palesare l’appartenenza in maniera compulsiva e di comunicare al gruppo continuamente ciò che sta avvenendo al di fuori di esso?

Non credo si tratti di solitudine o di carenza di  rapporti umani;credo semplicemente si tratti di nuovi luoghi di ritrovo in cui il singolo si identifica e in cui trova aggregazione e coesione.
L’user si sottopone spontaneamente all’occhio vigile del gruppo per esserne spiato di continuo.
Non è un rinuncia alla propria privacy, attenzione: è una nuova forma di protagonismo.Una forma di egocentrismo web 2.0

Perchè una ragazza che sta andando in palestra piuttosto che a cena con delle amiche sente il bisogno di Twittarlo immediatamente dal suo palmare?!

Essere Twittato o Blippato o Feeddato rende il singolo sicuro di essere in buona compagnia mentre si allontana dal gruppo?
Stabilire un costante link con le persone che si sentono vicine per amicizia, similitudini, rapporti di lavoro…rende l’individuo più tranquillo, partecipe ad ogni modo della community per restandone lontano, pur uscendone per un istante?

Niente di tutto questo!!!

L’user della piattaforma Feed Rss based è tanto più autorevole quanto più followers ha.
Più persone ti seguono più sei importante. La riservatezza è inversamente proporzionale alla notorietà. Proprio come accadeva un tempo per i divi di Hollywood.

Che quello dei social netowrks stia  diventando un nuovo fenomeno di Star System?

Kame

Categorie: attualità · socialnetworking · web
Messo il tag: , , , , , , , , , , , ,