Café des Ignorants

Voce marcata come ‘facebook’

Status: dire “si” via Twitter

2 Dicembre 2009 · Lascia un Commento

Viviamo in tempi frenitici e altamente mutevoli. Lo sappiamo.

Advice tecnologici ci circondando e impellenze geek richiedono sempre più la nostra attenzione. Tutti siamo ormai proiettati in una esistenza complessa fatta di presenza reale e virtuale strettamente connesse e imprescindibili l’una dall’altra. L’Individuo e il suo avatar ormai coincidono perfettamente e vivono una vita “complicatamente” normale. Persino banale.

Che dire infatti di fronte a questi due (casi) umani che nel momento del loro “banalissimo si”, nel bel mezzo del loro “banalissimo matrimonio”, fermano prete e cerimonia per twittare il loro “magico” momento e aggiornare il loro status in facebook?

Chissà come avranno gestito la prima notte di nozze… bisognerà controllare bene su YouPorn.

Mr_B

Categorie: attualità · geek style
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Tutto il mondo è RED

1 Dicembre 2009 · Lascia un Commento

Oggi è la Giornata mondiale contro l’AIDS e il mondo è diventato rosso, anzi RED. Il colore simbolo delle campagne di sensibilizzazione anti-AIDS è stato usato ovunque, da grandi testimonial e da milioni di utenti web.

Ad esempio, Nike ha voluto “legare” la giornata ai prossimi mondiali di calcio, i primi in Africa, dove l’AIDS affligge milioni di persone, e lo ha fatto creando lacci rossi per scarpe da ginnastica il cui intero ricavato andrà a finanziare la distribuzione di farmaci e campagne di informazione nel continente africano.

Nike Bono Drogba

Primo testimonial dei lacci RED, il calciatore della Costa D’Avorio Didier Drogba: la campagna “Lace up, save lives” è stata presentata insieme a Bono Vox, leader degli U2 e fondatore di RED, associazione che combatte il virus in Africa, che ha dichiarato:

Nike è il migliore del mondo a fare marketing e a comunicare idee, e oltretutto Nike rappresenta la volontà e la capacità di vincere. E quindi possono trasmettere al meglio il messaggio positivo che noi vogliamo comunicare: che l’AIDS può essere sconfitto

Anche Twitter e Facebook sono diventati rossi: il primo, in homepage oppure inserendo nei tweets il tag #RED; il secondo, perché gli utenti hanno scelto di utilizzare come immagine del profilo quelle messe a disposizione sulla pagina RED o il simbolo storico della campagna. Google ha invece aperto un motore di ricerca RED che devolverà il ricavato delle ricerche on-line alla lotta contro l’AIDS in Africa.

I'm inspired

Joy

Categorie: social
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La nuova invenzione Ikea si chiama “Facebook Tag Marketing”

27 Novembre 2009 · Lascia un Commento

 

Per promuovere l’apertura del nuovo negozio a Malmö, in Svezia, Ikea ha inventato un nuovo tipo di marketing interattivo, il “Facebook Tag Marketing“.

Utilizzando una delle funzioni più popolari su Facebook, il tagging degli amici in foto, la community dei fan Ikea è stata chiamata a raccolta per taggare oggetti e mobili Ikea mostrati nelle foto di alcuni showroom.

Perchè avrebbero dovuto farlo? Gli utenti più veloci, che hanno taggato gli oggetti con il proprio nome, se li sono poi portati a casa. Niente male!

Ecco un video interattivo dell’ iniziativa social targata Ikea:

Geniale!

La Blanche

Categorie: Branding · advertising · socialnetworking
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River North Dance Company

2 Novembre 2009 · Lascia un Commento

Built by River North Dance Company.

Una campagna sorprendente quella creata da Y&R agency di Chicago, per promuovere la  River North Dance Company.

La compagnia è attiva a 360° nell’universo della danza contemporanea, e presenta tra le altre cose un website con collegamenti a Youtube, Facebook e Twitter.

River North Chicago Dance Company is dedicated to the creative advancement, presentation and preservation of jazz based contemporary dance regionally, nationally and internationally.

Ecco qua le illustrazioni della campagna: di certo non passano inosservate.

RNDCHeart.previewRNDCLeg.previewRNDCLungs.previewRNDCSpine.preview

Mr. Writer

via adsoftheworld

Categorie: advertising · arte
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La Bella o la Bestia? Make-up da paura per Halloween!

31 Ottobre 2009 · Lascia un Commento

La creatività anima i festeggiamenti della notte di Halloween e ne detta le tendenze “fashion”!

Armati dei macabri gadget tecnologici di cui vi ho parlato ieri, prepariamoci a truccarci con vero stile da brivido!

Per sbizzarrirci a preparare la maschera più “paurosa” dell’anno  possiamo approfittare dei “trucchi” del mestiere forniti da MAC Cosmetics, azienda americana specializzata in cosmetica.

I loro Make-up Artists, infatti, hanno realizzato delle vere e proprie guide per truccarsi alla perfezione: foto più passi da seguire descritti dettagliatamente, per uno stile che si distingue!

foto1

foto2

foto3

Tutte le immagini e le guide sono disponibili sulla pagina Facebook di Mac Cosmetic, dove i fan stanno impazzendo e continuano a prendere appunti per studiare e realizzare la maschera più inquietante e originale dell’anno.

Se vi manca la tecnica, seguite il make-up del brivido con il video realizzato per l’occasione e, soprattutto, armatevi di fantasia

La Blanche

Categorie: attualità · eventi
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Quante cose può fare un iPod ?

14 Settembre 2009 · Lascia un Commento

Piccola marketta alla mitica Apple!!

Il nuovo iPod nano della Apple ora può anche registrare fantastici video!

evvai! ci mancava proprio!

Si possono registrare video e condiverli con i propri amici via YouTube, Facebook o via e-mail.

E ci sono a disposizione ben 15 effetti speciali, per personalizzare il proprio video e renderlo ancora più bello!

Come sempre coloratissimo e very cool! ;-)

Buona visione!

Miss. Somewhere

Categorie: Branding · advertising · geek style · musica
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I SEE YOU…finalmente una ronda intelligente!

24 Agosto 2009 · Lascia un Commento

Ultimamente si sente parlare di Ronde…ummm è decisamente un tema sul quale preferisco non soffermarmi troppo.
E’ interessante però il caso di I SEE YOU:
“…I SEE YOU è una forma di denuncia e di sensibilizzazione sociale sui temi del degrado ambientale e della salvaguardia del pianeta.. I SEE YOU è la RONDA AMBIENTALISTA, il GRUPPO fotografico e video collegato al film collettivo sulla Green Generation..”
Green Generation…umm…cerchiamo di capire…e andiamo con ordine.
Un giorno su Facebook, vengo contattata da una certa Green Joy (http://www.facebook.com/greenjoy?ref=ts#/greenjoy?v=wall&viewas=663954804&ref=ts), che mi richiede l’amicizia.
Chi è, chi non è? E soprattutto che fa?
“Andiamo a vedere!” dico tra me e me (l’immagine di profilo mi colpisce fin da subito).
Green Joy si presenta così:
“Ciao, il mio nome è Joy,
sono una ragazza piena di energia e ho tanta
voglia di vivere, sono forte e coraggiosa e tutti mi
dicono che sono un’inguaribile sognatrice. Io
credo nell’unione fra le persone e nell’amore
verso la natura, nonostante tutte le distrazioni che
il mondo attuale ci propone. Ho deciso di iniziare
questa avventura perchè la mia vita è cambiata
radicalmente a causa dell’inquinamento…”
Perlustrando la sua pagina su Facebook, comincio a mettere insieme i pezzi e scopro che dietro a questo “strano” personaggio c’è un progetto ambientalista, chiamato Green Generation (http://www.greengeneration.it/):
“…Green Generation è un progetto collettivo aperto a tutte le persone che hanno a cuore le sorti del pianeta e che desiderano impegnarsi  per favorire  la crescita di una cultura della sostenibilità…”
Per farla breve, tutto questo popò di roba, per promuovere la realizzazione un film “…Il primo film collettivo per condividere insieme l’idea di un futuro sostenibile”, al quale tutti possono contribuire con storie, poesie, pensieri, fotografie, filmati, brani musicali, illustrazioni, fumetti e animazioni e testimonianze di qualsiasi genere che abbiano a che fare con le tematiche ambientali.
La raccolta di contributi è iniziata a luglio e si concluderà il 31 dicembre 2009 (quindi c’è ancora del tempo utile per dire la propria); questi saranno riutilizzati e rielaborati all’interno della sceneggiatura.
Sono state pertanto creati un gruppo su Facebook, uno su Flickr e uno anche su Youtube.
http://www.facebook.com/group.php?gid=99290268163
(il gruppo)
http://www.flickr.com/groups/iseeyou/
(il gruppo su Flickr)
http://www.youtube.com/group/iseeyouvideo
(il gruppo su Youtube)
Ultimamente si sente parlare di ronde (decisamente un tema sul quale preferisco non soffermarmi troppo); ma a quanto pare sono tornate di moda.
C’è qualcuno però che ha deciso di sfruttarne (in modo molto intelligente) il portato simbolico e materiale  per fini, diciamo così, più tranquilli e  più consoni all’era in cui viviamo.
Sto parlando di I SEE YOU:
Le T-Shirt di I SEE YOU
I SEE YOU
I SEE YOU è una forma di denuncia e di sensibilizzazione sociale sui temi del degrado ambientale e della salvaguardia del pianeta… I SEE YOU è la RONDA AMBIENTALISTA, il GRUPPO fotografico e video collegato al film collettivo sulla Green Generation…

E che cos è questa Green Generation?…umm…cerchiamo di capire…e andiamo con ordine.
Un giorno su Faccialibro, vengo contattata da una certa Green Joy , che mi richiede l’amicizia.
Chi è, chi non è? E soprattutto che fa?
Andiamo a vedere!” dico tra me e me (l’immagine di profilo mi colpisce fin da subito).
Green Joy
Green Joy si presenta così:
Ciao, il mio nome è Green Joy,
sono una ragazza piena di energia e ho tanta
voglia di vivere, sono forte e coraggiosa e tutti mi
dicono che sono un’inguaribile sognatrice. Io
credo nell’unione fra le persone e nell’amore
verso la natura, nonostante tutte le distrazioni che
il mondo attuale ci propone. Ho deciso di iniziare
questa avventura perchè la mia vita è cambiata
radicalmente a causa dell’inquinamento…

Perlustrando la sua pagina e relativo gruppo su Facebook, ci metto poco a mettere insieme i pezzi (I See you, Green Joy e Green Generation), scoprendo con estremo piacere, che dietro a questo “strano” personaggio c’è un progetto ambientalista, chiamato Green Generation :
“…Green Generation è un progetto collettivo aperto a tutte le persone che hanno a cuore le sorti del pianeta e che desiderano impegnarsi  per favorire  la crescita di una cultura della sostenibilità…”

Per farla breve, tutto questo popò di roba, per promuovere la realizzazione di un film:
“…Il primo film collettivo per condividere insieme l’idea di un futuro sostenibile”, al quale tutti possono contribuire con storie, poesie, pensieri, fotografie, filmati, brani musicali, illustrazioni, fumetti e animazioni e testimonianze di qualsiasi genere che abbiano a che fare con le tematiche ambientali…”
Green Generation

La raccolta dei contributi è iniziata a luglio e si concluderà il 31 dicembre 2009 (quindi c’è ancora del tempo utile per dire la propria); questi saranno riutilizzati e rielaborati all’interno della sceneggiatura.
Sono stati creati, oltre ai presidi su Facebook, anche un gruppo su Flickr e un canale su Youtube .
Chissà cosa ne uscirà fuori!
Mobilitiamoci!
Miss. Somewhere

Categorie: attualità · social · socialnetworking · web
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Quanti “fan” ha la tua città?

4 Agosto 2009 · Lascia un Commento

amsterdam

In poco più di 2 mesi dalla sua pubblicazione la pagina Facebook di Amsterdam, creata e curata da Amsterdam Tourist Board, ha raggiunto 150.00o fans. Gli aggiornamenti sono frequenti con news, indicazioni e domande rivolte ai fan.

La partecipazione è notevole e le foto dei fan hanno superato quota 2.000. Tutto questo ha permesso di sorpassare la pagina di Londra, creata dai tipi di Visitlondon, che è ferma a quota 122.000.

Che dire poi del testa a testa tra USA e Europa, rappresentate da Parigi e New York? La prima ha superato addirittura il milione di fan, mentre la seconda è ferma a “solo” 800.000.

Una curiosità: sembra che la comunità più ampia dei fan della città olandese sia quella italiana.

Amsterdam_facebook_page

Mr. Writer

Categorie: socialnetworking · web
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e-stituzione 2.0

21 Maggio 2009 · Lascia un Commento

Ho sempre pensato che qui  in Italia la comunicazione negli ambienti  del web  2.0 fosse appannaggio di sole poche realtà innovative e all’avanguardia in fatto di comunicazione.

Effettivamente, che in Italia non sia ancora così pienamente diffusa e radicata la cultura alla comunicazione di tipo bidirezionale è risaputo, così come è  ancora ampiamente diffusa l’immagine che vede protagoniste della “comunicazione che conta” solo grandi aziende e super-istituzioni, vissute e percepite come pesanti, burocratiche, lente e lontane anni miglia dalla realtà, soprattuto dei giovani.

Le logiche con le quali continuiamo a confrontarci in materia di comunicazione sono quelle legate ai media tradizionali, che appaiono sempre necessarie e impossibili da abbandonare.

E forse proprio per questo motivo, quando mi si presentano sotto gli occhi azioni di comunicazione che finalmente cercano di abbandonare i vecchi paradigmi per adottarne di freschi e di nuovi, i miei occhi, davvero, si riempiono di speranza.

Ma facciamo un po’ di ordine…

Come è ben evidente e sotto gli occhi di tutti, Facebook è diventato una “condicio sine qua non” per chi intende pensare ad una comunicazione che tenga realmente conto del suo destinatario.  Altrettanto evidente però è che pochissimi sanno (e vogliono) sfruttarne le potenzialità.

Le aziende si affannano a creare avamposti che rimangono spesso e volentieri statici, vuoti di contenuti, vuoti di dialogo con gli utenti e quindi a mio avviso inutili.

La forza di Facebook  (ma così in generale dei social network) è quella di poter creare un proprio network, una comunità di gente che condividendo comuni interessi,  passioni o semplici idee, si aggregano (spesso spontaneamente) intorno a quel preciso interesse, creando dei gruppi o pagine ufficiali.

L’imperativo  categorico per gli strumenti social è produrre, diffondere e condividere contenuti che siano di interesse per  la specifica comunità, la quale a sua volta fruisce, commenta e remixa  appropriandosene definitivamente.

Questo, ormai ,il mio paramentro di valutazione di ciò che mi viene proposto e che mi fa dire: “bello!partecipo!”

E qui, arriva con sorpresa un progetto promosso proprio da chi non te lo aspetteresti, ovvero un’istituzione pubblica.

Cosa c’è di più lontano, lento, burocratico, farraginoso, appesantito ai nostri occhi, se non un’istituzione pubblica?

Bene, mi son dovuta ricredere quando, ricevendo l’invito su Facebook, la Regione Emilia Romagna mi chiedeva di diventare fan della pagina delle Aree Protette, pensata per promuovere la Settimana Europea dei Parchi.

Non parliamo poi dello stupore quando ho scoperto il profilo in Twitter!

Del resto, chi meglio di un archivio pieno zeppo di iniziative, attività, foto e quant altro, che riguarda una bella regione come quella dell’Emilia Romagna, poteva cogliere l’opportunità di crearsi il proprio network di fan e di followers, col quale interagire e condividere contenuti?

Ora, sono costantemente aggiornata sulle diverse iniziative ed attività che coinvolgono parchi naturali, riserve e posti fantastici.

E cosa c’è di più bello, mentre sei china sulla scrivania a studiare o a lavorare (con queste temperature poi) che evadere un po’e immaginare di essere nella natura incontaminata (Twitpic non fa che rafforzare il sogno ad occhi aperti), magari al silenzio e con l’arietta fresca fresca?

Divagazioni a parte, seguo con piacere questa attività “finalmente social” di un’istituzione pubblica, la seguo divertita e sicuramente incuriosita, pur non essendo questa la mia regione, mi piace scoprirla in questo modo, sicuramente più vicino al mio mondo e soprattutto al mio modo di comunicare e di acquisire nuova conoscenza.

La seguo sperando che questo esperimento in comunicazione rappresenti la possibilità di cambiare le logiche di rapporto che le istituzioni hanno con il loro referente primario, le persone.

Sarebbe un buon approccio e un buon modo di iniziare un nuovo e reale dialogo soprattutto con noi giovani (ormai saturi di postmoderna sfiducia), che il futuro lo rappresentiamo.

Incrociamo le dita.

Miss. Somewhere

Ho sempre pensato che qui  in Italia la comunicazione negli ambienti  del web  2.0 fosse appannaggio di sole poche realtà innovative e all’avanguardia in fatto di comunicazione.
Effettivamente, che in Italia non sia ancora così pienamente diffusa e radicata la cultura alla comunicazione di tipo bidirezionale è risaputo, così come è  ancora ampiamente diffusa l’immagine che vede protagoniste della “comunicazione che conta” solo grandi aziende e super-istituzioni, vissute e percepite come pesanti, burocratiche, lente e lontane anni miglia dalla realtà, soprattuto dei giovani.
Le logiche con le quali continuiamo a confrontarci in materia di comunicazione sono quelle legate ai media tradizionali, che appaiono sempre necessarie e impossibili da abbandonare.

E forse proprio per questo motivo, quando mi si presentano sotto gli occhi azioni di comunicazione che finalmente cercano di abbandonare i vecchi paradigmi per adottarne di freschi e di nuovi, i miei occhi, davvero, si riempiono di speranza.

Ma facciamo un po’ di ordine…
Come è ben evidente e sotto gli occhi di tutti, Facebook è diventato una “condicio sine qua non” per chi intende pensare ad una comunicazione che tenga realmente conto del suo destinatario.  Altrettanto evidenteperò è che pochissimi sanno (e vogliono) sfruttarne le potenzialità. Le aziende si affannano a creare avamposti che rimangono spesso e volentieri statici, vuoti di contenuti, vuoti di dialogo con gli utenti e quindi a mio avviso inutili.
La forza di Facebook  (ma così in generale dei social network)è quella di poter creare un proprio network, una comunità di gente che condividendo comuni interessi,  passioni o semplici idee, si aggregano (spesso spontaneamente) intorno a  quel preciso interesse, creando dei gruppi o pagine ufficiali.
L’imperativo  categorico per gli strumenti social è produrre, diffondere e condividere contenuti che siano di interesse per  la specifica comunità, la quale a sua volta fruisce, commenta e remixa  appropriandosene definitivamente.

Questo, ormai ,il mio paramentro di valutazione di ciò che mi viene proposto e che mi fa dire: “bello!partecipo!”

E qui, arriva con sorpresa un progetto promosso proprio da chi non te lo aspetteresti, ovvero un’istituzione pubblica.
Cosa c’è di più lontano, lento, burocratico, farraginoso, appesantito ai nostri occhi, se non un’istituzione pubblica?
Bene, mi son dovuta ricredere quando, ricevendo l’invito su Facebook, la Regione Emilia Romagna mi chiedeva di  diventare fan della pagina delle Aree protette, pensata per promuovere la Settimana Europea dei Parchi.
Non parliamo poi dello stupore quando ho scoperto il profilo in Twitter!
Del resto, chi meglio di un archivio pieno zeppo di iniziative, attività, foto e quant altro, che riguarda una bella regione come quella dell’Emilia Romagna, poteva cogliere l’opportunità di crearsi il proprio network di fan e di followers, col quale interagire e condividere contenuti?
Ora, sono costantemente aggiornata sulle diverse iniziative ed attività che coinvolgono parchi naturali, riserve e posti fantastici. E cosa c’è di più bello, mentre sei china sulla scrivania a studiare o a lavorare (con queste temperature poi) che evadere un po’e immaginare di essere nella natura incontaminata (Twitpic non fa che rafforzare il sogno ad occhi aperti), magari al silenzio e con l’arietta fresca fresca?
Divagazioni a parte, seguo con piacere questa attività “finalmente social” di un’istituzione pubblica, la seguo divertita e sicuramente incuriosita, pur non essendo questa la mia regione, mi piace scoprirla in questo modo, sicuramente più vicino al mio mondo e soprattutto al mio modo di comunicare e di acquisire nuova conoscenza.
La seguo sperando che questo esperimento in comunicazione rappresenti la possibilità di cambiare le logiche di rapporto che le istituzioni hanno con il loro referente primario, le persone.
Sarebbe un buon approccio e un buon modo di iniziare un nuovo e reale dialogo soprattutto con noi giovani (ormai saturi di postmoderna sfiducia), che il futuro lo rappresentiamo.
Incrociamo le ditaHo sempre pensato che qui  in Italia la comunicazione negli ambienti  del web  2.0 fosse appannaggio di sole poche realtà innovative e all’avanguardia in fatto di comunicazione.

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Terminator? La guerra si vince su Twitter

15 Maggio 2009 · Lascia un Commento

Era inevitabile: dopo MySpace e Facebook, i creativi stanno cercando di colonizzare anche Twitter. Ne è un esempio la campagna promozionale per la prossima uscita del blockbuster Terminator Salvation (sugli schermi italiani dal 5 giugno).

Sulla piattaforma di microblogging, Sony – la casa di produzione del film – ha lanciato l’advergame Resistance 2018. Parliamo di una sorta di quiz on-line, che offre a giocatori l’illusione di combattere contro Skynet.
Partecipare è semplicissimo: basta risolvere nel più breve tempo possibile enigmi basati sui protagonisti e sulla trama di una delle più celebri saghe cinematografiche degli ultimi decenni. Più punti si totalizzano più si sale di livello, con la possibilità di unirsi ad altri battaglioni fino ad affiancare direttamente John Connor (interpretato da Christian Bale nella pellicola firmata da Joseph McGinty Nichel).

Terminator_1

The Apprentice

Categorie: socialnetworking
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