Google Street View, per necessità, diventa green grazie a Street View Trike. Le Street View cars stanno girando il mondo, ma hanno il limite di non potersi muovere in tutti gli ambienti. Ad esempio, nei centri delle città o in campagna, montagna, luoghi non urbani, le auto di Google non possono circolare. Per questa ragione arriva ora la bicicletta di Google, dotata della stessa tecnologia delle auto, ma decisamente più versatile ed ecologica.
Street View Trike è dotato di tre ruote, della telecamera Street View e di un contenitore pieno di gadget Google. Le Google-bikes non sono solo un’iniziativa green, ma saranno utilizzate per sostenere i progetti di Google in Africa. Molti utenti sudafricani, ad esempio, avevano espresso il desiderio di vedere su Street View alcuni dei più bei paesaggi della loro terra, troppo poco conosciuta: ora sarà possibile votare on-line i più amati, che saranno visitati da Street View Trike. L’iniziativa è volta a favorire l’incremento dei flussi turistici in Sud Africa e a sottolinearne la storia prima e dopo il periodo dell’Apartheid.
Street View Trike è uno strumento utile anche per le nostre città e campagne: gli ambienti naturali italiani più belli o i contorti centri urbani erano prima impossibili da raggiungere o richiedevano lunghi iter burocratici per ottenere l’autorizzazione ad accedere.
Vediamo ora Street View Trike in azione a Roma, nelle strade attorno alla Fontana di Trevi.
Ed eccomi di nuovo a parlare di Green e di aziende che si mostrano sensibili al problema della ecosostenibilità.
Qesta volta tocca ad Heineken, da sempre green nel look & feel oggi si trova ad essere un attualissimo brand green anche nell’anima.
La campagna è stata curata dall’agenzia JWT obiettivo era creare per Heineken un progetto rivolto all’ambiente che fosse però anche accattivante per i consumatori e al tempo stesso, ovviamente, facesse da cassa di risonanza per il brand.
E quindi?
Nasce Vive Verde il brand di Heineken che firma una linea di green bag ricavate da tutti i cartelloni pubblicitari dismessi e che incitano il comsumatore al riutilizzo, il più poliedrico possibile, dell’oggetto. (fashion bag, shopping bag, gym bag e chi più ne ha più ne metta).
Le borse hanno registrato il sold out in pochi giorni.
Pivot Buotique la prima Boutique eco-smart fashion nata a Chicago nel 2007 lancia una coloratissima campagna da un unico colore: GREEN.
Pivot Fashion nasce a Chicago nel 2007 e si impone come scelta indispensabile per chi vuole vestire secondo stile e nel rispetto dei principi che stanno a fondamento della salvaguardia dell’ambiente.
“Soddisfare i i bisogni di oggi senza compromettere il futuro”
Che vuol dire moda ecosostenibile?
Vuol dire una moda che usa solo materiali eco sostenibili: cotone, bamboo, materiali riciclati o con basso impatto sull’ambiente a differenza di molti prodotti della fashion industria.
Vuol dire selezionare solo designer che rispettano le regole di ecosostenibiiltà sulla home page si legge:
“Pivot features designers devoted to eco-fashion who are creating inspiring collecion using organic and sustainable materials”
Ecco come EuroESCG interpreta lo spirito eco-Smart di Pivot Fashion Boutique e lo consegna agli utenti.
Siamo veramente sicuri che i dinosauri si siano estinti 65 milioni di anni? Secondo The Climate Institute australiano in realtà stanno benissimo, anche se vivono mimetizzati tra noi.
Il claim della campagna, firmata da I.D..E.A.S. Sidney è “Help Them Evolve before It’s Too Late”. Un’impresa non impossibile, considerando che già 120.000 australiani hanno cambiato vita scegliendo un lavoro legato alle energie pulite.
Oggi 5 giugno si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente.
Il Wed (World Enviroment Day) rappresenta il principale evento ambientale delle Nazioni Unite e fu istituito nel 1972 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite durante la Conferenza di Stoccolma sull’Ambiente Umano.
Il tema di quest’anno è : “Your Planet Needs You-UNite to Combat Climate Change” e l’obiettivo è quello di rendere urgente la stipulazione e poi l’attuazione di un accordo tra le nazioni – che parteciparenno al prossimo importantissimo meeting sul clima di Copenhagen (http://en.cop15.dk/ ) – sul superamento della povertà e il miglioramento della gestione delle foreste.
Ogni anno poi vengono scelti una tema che fa da sfondo alle celebrazioni, e una città ospitante come sede delle manifestazioni principali.
Quest’ anno è toccato al Messico, paese rappresentate la Green Economy, sia dal punto di vista politico, che da quello geografico; oltre che partner di rilievo nella campagna “Billion Tree Campaign” lanciata da UNEP (http://www.unep.org/ )(Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) nel 2007, con lo scopo di piantare sette miliardi di alberi (circa uno per ogni abitante della terra), entro la fine del 2009 e di cui il Messico ad oggi è fautore di circa il 25% dell’obiettivo finale.
A proposito del Billion Tree Campaign possiamo partecipare anche noi alla campagna, basta seguirla via Twitter all’indirizzo www.twitter.com/UNEPandYou e coinvolgere amici, familiari e altri iscritti a Twitter, per raggiungere l’ambizioso obiettivo di 100.000 adesioni.
E le aziende in tutto ciò che parte svolgono?
Ce ne sono alcune che a quanto pare si stanno muovendo nella giusta direzione.
Un esempio?
Il gruppo Vodafone ha annunciato che entro il 2020 ridurrà del 50% le emissioni di CO2 in tutto il mondo.
In Italia l’azienda ha presentato MyFuture (http://www.myfuture.vodafone.it/public/page.jsp?sez=2), un insieme di iniziative a favore delle energie pulite.
Oppure Ikea (http://www.ikea.com/it/ ) il cui intero ciclo di produzione e vendita dei mobili e degli oggetti di arredamento è marchiato eWheel, la ruota dell’ambiente, che comprende scelta dei materiali, progettazione, distribuzione, utilizzo e smaltimento. Il legno poi viene ricavato da foreste gestite in maniera ecosostenibile.
O ancora Novamont (http://www.materbi.com/), il cui nome forse non è conosciuto ai più, ma che in realtà la famosa azienda italiana produttrice del Mater-Bi, con cui si identificano una famiglia di materiali biodegradabili e compostabili a basso impatto aziendale.
Della serie..avete presente i famosi sacchetti per la spesa al mais? Ecco sono proprio loro.
Ma in realtà ce ne sono molte altre di aziende che tentano di perseguire un comportamento eco-sostenibile.
Basta solo informarsi…
Miss. Somewhere
Oggi 5 giugno si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente.
Il Wed (World Enviroment Day) rappresenta il principale evento ambientale delle Nazioni Unite e fu istituito nel 1972 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite durante la Conferenza di Stoccolma sull’Ambiente Umano.
Il tema di quest’anno è : “Your Planet Needs You-UNite to Combat Climate Change” e l’obiettivo è quello di rendere urgente la stipulazione e poi l’attuazione di un accordo tra le nazioni – che parteciparenno al prossimo importantissimo meeting sul clima di Copenhagen – sui temi chiave del superamento della povertà e il miglioramento della gestione delle foreste.
Quest’anno il WED si svolge in Messico, paese rappresentate la Green Economy, sia dal punto di vista politico, che da quello geografico; oltre che partner di rilievo nella campagna “Billion Tree Campaign” lanciata da UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente) nel 2007, con lo scopo di piantare sette miliardi di alberi (circa uno per ogni abitante della terra), entro la fine del 2009 e di cui il Messico ad oggi è fautore di circa il 25% dell’obiettivo finale.
A proposito del Billion Tree Campaign possiamo partecipare anche noi alla campagna, basta seguirla via Twitter e coinvolgere amici, familiari e altri iscritti a Twitter, per raggiungere l’ambizioso obiettivo di 100.000 adesioni.
E le aziende in tutto ciò in questo panorma come si comportano?
Ce ne sono alcune che a quanto pare si stanno muovendo nella giusta direzione.
Un esempio?
Il gruppo Vodafone ha annunciato che entro il 2020 ridurrà del 50% le emissioni di CO2 in tutto il mondo.
In Italia l’azienda ha presentato MyFuture , un insieme di iniziative a favore delle energie pulite.
Oppure Ikea il cui intero ciclo di produzione e vendita dei mobili e degli oggetti di arredamento è marchiato e-Wheel, la ruota dell’ambiente, che comprende scelta dei materiali, progettazione, distribuzione, utilizzo e smaltimento. Il legno poi viene ricavato da foreste gestite in maniera ecosostenibile.
O ancora Novamont, il cui nome forse non è conosciuto ai più, ma che in realtà la famosa azienda italiana produttrice del Mater-Bi, con cui si identificano una famiglia di materiali biodegradabili e compostabili a basso impatto aziendale.
Della serie..avete presente i famosi sacchetti per la spesa al mais? Ecco sono proprio loro.
Ci sono molte aziende, anche se non ancora abbastanza in realtà, che si stanno ponendo in ottica eco-sostenibile e non solo per darsi una posa Green Washed!