Leggiamo ormai tantissimi articoli relativi al mondo del lavoro, e nel bene e nel male se ne sentono di tutti i colori, ma questa storia (made in USA) è abbastanza curiosa.
Avete mai sentito parlare di Daniel Seddiqui?
Se fate un giro in Rete troverete diverse news su di lui, ma vi consiglio di sbirciare il suo website livingthemap: Daniel ha viaggiato per 50 stati americani, in 50 settimane cambiando 50 impieghi.
Una domanda sorge spontanea: perché?
Questa la sua spiegazione:
I’m Daniel Seddiqui and I’ve traveled all 50 states. I’ve worked 50 different careers in
50 weeks. This is my last week. Sound crazy? My mission was to explore the diverse careers, environments, and cultures offered in America.
I’m Daniel Seddiqui and I’ve traveled all 50 states. I’ve worked 50 different careers in 50 weeks. This is my last week. Sound crazy? My mission was to explore the diverse careers, environments, and cultures offered in America.
L’iniziativa ha avuto un’incredibile successo, tanto che Daniel è stato invitato a presentare la sua esperienza niente meno che alla TED Conference di Los Angeles del prossimo anno.
Dopo aver assistito alla trasformazione del sogno miliardario di un jackpot della lotteria in un buon stipendio mensile, arriva la campagna di Melting’Pot a confermarci che oggi avere il minimo può rappresentare un vero lusso.
La campagna studiata da Armando Testa, infatti, reintroduce le tematiche della salute, dell’economia e del lavoro nel “magico mondo dell’adv” e le tratta come un “fantastico traguardo” (ad un passo da noi, con un Melting’Pot addosso). Buona salute, buon lavoro e due soldi in tasca: condizioni base si, ma in grande stile..
Una delle doti più apprezzate dai potenziali datori di lavoro è la determinazione. E che cosa meglio della haka, la danza dei Maori resa celebre dalla nazionale di rugby degli All Blacks, esprime questo state of mind?
Dopo il post relativo allo spot TheLadder.com di qualche giorno fa, torno sull’argomento lavoro, che sembra essere uno dei più cool del momento (causa crisi economica, peraltro…).
È possibile lavorare divertendosi? Forse sì. Sto pensando a Alvaro Ademà, che dopo aver vinto il contest Aficionado Professional promosso da ING Direct, per alcuni mesi ha avuto la possibilità di seguire l’amato Fernando Alonso sui circuiti di Formula 1 di tutto il mondo, facendogli da portavoce (ovviamente non esclusivo). Con tutto quello che consegue, a cominciare da party esclusivi, da cui i comuni mortali sono normalmente esclusi. E con uno stipendio mensile di 3.000 euro!
Per stare all’attualità, molto ha fatto parlare il progetto IslandReefjob promosso dall’Ente Turismo della regione australiana del Queensland. Pensate che il viral che vedete sotto, in sole due settimane ha raccolto più di due milioni di accessi…
La proposta? Avete capito bene! Andare a vivere per sei mesi nella ridente località aussie di Hamilton Island, curando un blog che racconti che cosa ha di così speciale e perché merita assolutamente di essere visitata. Lo stipendio? 75.000 euro.
Su YouTube le video candidature si sprecano… Chissa perché!