Checché ne dicano i concorrenti o aspiranti tali (“Avevo voglia di mettermi alla prova”, “Ero curioso di conoscere altre persone” e amenità varie), l’unico fascino dei reality-show consiste nell’aura di notorietà che – sia pure per poche settimane – regalano ai loro protagonisti. Notorietà oltretutto meta-televisiva, nel senso che a beneficiarne, più che gli spiati, è l’emittente che ha trasmesso il reality e i cui programmi pullulano di ex-fratellini, isolani, fattori e compagnia di giro. Ma questo è un altro discorso.
Consapevoli dell’irresistibile fascino dalla fama, in Svezia (anche la patria dell’Ikea non è perfetta, quindi…), i produttori di “Big for Japan” – reality in cui i partecipanti tentano la sorte nella terra del Sol Levante – hanno deciso di promuoversi con un billboard… veramente particolare, come potete vedere da questo filmato.
Ebbene sì! Grazie a rilevatori di movimento, quando qualcuno passa davanti al billboard, è tutto uno scattare di flash e un prorompere di gridolini da adolescenti impazziti/e alla vista del loro idolo.
In principio fu il GF: un gruppo di giovani di belle speranza che il gran battage mediatico condannò a una stagione (in qualche caso anche due…) di stacanovismo da ospitata televisiva. Tale fu il successo della prima edizione, che quelle successive furono costruite a tavolino, con casting tipizzati: ecco quindi il macho, la svampita, la fidanzata d’Italia, il bamboccione…
Poi venne la volta del reality show vipparolo, con protagonisti che assecondavano il piacere voyeuristico di noi teleutenti: ecco quindi Isola dei Famosi, Talpa, Fattoria, fino ad arrivare all’agghiacciante The Simple Life (per fortuna solo sul satellite) con le ereditiere Paris Hilton e Nicole Ritchie alle prese – orrore! – con le difficoltà della vita quotidiana…
Esaurito questo filone si è cominciato ad esplorare quello del talent show: d’accordo, sempre di litigi, storie strappalacrime e crisi esistenziali si tratta, ma almeno il collante, oltre che dagli spot, è rappresentato da esibizioni che lasciano intravvedere un minimo di talento.
Facile prevedere che tra 2-3 anni anche questo tipo di reality conoscerà una sua crisi da super-esposizione. A gioire saranno gli oppositori del genere, condannato alla scomparsa.
Proprio sicuri? In realtà, da un po’ di tempo assistiamo alla migrazione del reality show dalla tv al web. Cambiano anche i protagonisti: non più persone in carne ed ossa ma prodotti e/o brand. Che il reality stia evolvendo in strumento di marketing?
Pioniere in questo senso è stata nel 2007 l’inglese West Country Farmhouse Cheesemakers che ha deciso di puntare una webcam su una forma di cheddar in stagionatura, irradiando le immagini 24 h su 24 in tutto il mondo grazie a un mini sito Internet appositamente creato. Questo il claim scelto per l’iniziativa: “Per fare le cose buone c’è bisogno di molto tempo”. Un azzardo? Sì, però in soli tre mesi il sito ha totalizzato la bellezza di 600.000 visite. E ha fatto parlare di sé, anche da noi con un articolo pubblicato su la Repubblica.
L’Italia si è adeguata. Proprio nell’estate 2008, Bambogj, brand emergente di abbigliamento, ha promosso un reality shop nel suo store di Riccione. Sì, avete letto bene: shop e non show perché per accaparrarsi il consenso del pubblico, i due partecipanti, Andrea e Lunia, selezionati con un casting 2.0, si sono sfidati nella vetrina del negozio. Se volete farvi un’idea di che cosa è stato il Bambogj Reality Shop - che si è concluso il 20/07 scorso – vi consiglio di fare una capatina sul sito www.bambogjreality.com.
Concludo questa rassegna sul pazzo mondo dei reality con una segnalazione dedicata agli amanti del vino e dell’architettura. Frank Gehry è attualmente impegnato nella costruzione di una cantina – la Hall Winery – nella Napa Valley. Ebbene, per chi ha tempo e voglia, su www.hallwines.com/site/gehrycam è possibile seguire l’intero processo di costruzione del complesso – 6 edifici su un’area di 10.000 mq, che dovrebbero essere pronti entro il 2011 – grazie a una live cam che documenta in tempo reale cosa sta succedendo sul cantiere. Addirittura, è possibile improvvisarsi registi, nel senso che è possibile orientare, sia pure per pochi secondi, la camera… Un’unica avvertenza: la pagina va aperta con Mozilla FireFox, altrimenti non funziona.