I vampiri non sono mai stati così in voga: affermazioni planetarie al cinema, come nel caso di Twilight e New Moon, ed enormi successi televisivi, ci riportano al mondo del fantasy. True Blood, un’idea di Alan Ball da noi in onda su Sky, è la serie che recentemente ha catalizzato l’attenzione dei vampirofili.
Il rapporto tra vampiri e sesso, trasgressione, sensualità, già presente nell’immaginario collettivo, viene amplificato e, nel caso di True Blood, il tema si impone anche grazie al merchandising.
Ultima novità legata al lancio di True Blood, la bevanda Tru:Blood, il drink dei vampiri: soda e succo d’arancia “vampirizzati” e lanciati con spot in tutto il mondo, con i quali è possibile preparare un Plasmapolitan o un Death on the Beach. Ecco la versione americana e quella francese (Oh mon dieu!) degli spot.
Guardando gli spot e osservando le più classiche magliette e i gioielli ispirati a True Blood, presentati in occasione degli Emmy Awards 2009, risulta evidente come la forza di una serie tv o di una pellicola sia (oltre alla presenza di un vampiro) il suo potenziale commerciale.
Explore, just protect yourself. È questo il claim dello spot firmato da TBWA Paris per AIDES – Association de lutte contre le VIH-sida et les hépatites. L’obiettivo? Convincere i giovani a godere delle gioie del sesso in modo responsabile. La scoperta dell’altro sesso viene paragonata a una vera e propria avventura: nel caso dei maschietti, l’esplorazione, a bordo di una navicella spaziale a forma di preservativo, riguarda un universo di tette e culi.
Le femminucce, invece, in un sottomarino simil-Femidom, si immergono in un oceano con pesci dalle fattezze falliche. I due spot, entrambi girati in 3D, sono visionari e sono stati premiati all’ACT Responsible Cannes 2009.
Secondo dati dell’International Labour Organization nel mondo, ogni anno, 2,45 milioni di persone sono vittime del traffico di esseri umani. Di queste, il 92% sono sfruttate a fini sessuali. Inoltre, il 98% dei cosiddetti sex worker è composto da donne e bambini.
Per sensibilizzare i propri cittadini sul problema, chiamandoli a comportamenti più rispettosi della dignità, il Governo del Lussemburgo ha promosso un’efficace campagna di social marketing.
Nel banco carni dei supermercati del Granducato sono apparse confezioni che reclamizzavano tagli… per così dire particolari. Il messaggio? If you pay a prostitute, you’re financing human trading.
Con l’arrivo dell’iPhone, è partita anche in Italia una battaglia a colpi di multimedialità per la conquista del mercato dei telefoni (telefoni??) multimediali quad-band UMTS HSDPA GSM EDGE. Non essendo un indovino, non ho idea di chi possa spuntarla: posso però dirvi che la campagna “Follow your Instinct” lanciata da Samsung per promuovere il nuovo SGH-i900surclassa quanto visto finora a firma Apple.
La modalità è quella dell’interactive e-buzzing, che sfrutta appieno le possibilità di YouTube e ricalca lo schema – tipico dei test della personalità che compaiono sulle pagine di un po’ tutti i periodici – “E tu, che cosa faresti in questa situazione?”.
Siamo invitati ad immedesimarci con un manager-Casanova alle prese con decisioni molto difficili, del tipo “Dopo la riunione, vado nello sgabuzzino a sollazzarmi con la collega pazza di me o torno diligentemente al desk?”, oppure “Esco con la segretaria o vado alla festa a cui mi hanno invitato gli amici?”. Non bisogna far altro che cliccare sull’interfaccia attiva alla fine di ogni video, seguendo il proprio istinto (“Follow Your Instinct”, appunto) oppure la ragione (ehm…). In palio… non voglio rovinarvi la sorpresa!!
E il telefono? Beh, per quanto possa apparire incredibile, ognuno di questi video illustra in modo veramente efficace una delle funzionalità del Samsung SGH-i900, dall’interfaccia touch screen al navigatore GPS integrato, dalla fotocamera da 5 megapixel al lettore Mp3, passando per il sistema operativo Windows Mobile 6.1 Professional… Dite la verità, siete curiosi, eh?
Nonostante la genialità della campagna, allo staff di Samsung mi sento di muovere una critica: diamine, progettate telefoni così straordinari ma siete ancora ancorati allo stereotipo del manager uomo e sesso-dipendente? E le donne? Solo segretarie di facili costumi?! Suvvia, ma guardiamoci intorno!! Come rimediare? Semplice con una campagna “Follow Your Instinct” meno sessista e che renda omaggio alle capacità manageriali (e, perché no?, all’appetito sessuale…) delle nostre colleghe.
Greenpeace è abituata a sorprendere. Questa volta però, per portare avanti la sua battaglia pro-natura, anziché per un’incursione spettacolare ha optato per una più “convenzionale” campagna viral.
Premessa: l’Unione Europea ha rimandato a settembre un voto sulla protezione delle foreste dal disboscamento illegale.
Di qui è nato il concept di “Show The Forest Some Love”: una campagna video fortemente allusiva che gioca sul tema dell’amore e dell’erotismo, mostrando il lato sensuale della natura. Guadare per credere…
Il target è quello dei giovani, invitati da Greenpeace non soltanto a firmare una petizione per salvare le foreste ma anche a “diffondere l’amore nella foresta”, scattando foto e girando filmati. I contributi raccolti verranno utilizzati per confezionare un’opera d’arte collettiva che sarà presentata il mese prossimo alla Commissione Europea.
Sarà rivoluzione culturale e di costume? Finora più che per promuovere cause importanti ci si era limitati a usare l’arma del sesso per vendere un pugno di prodotti in più…
PS: sempre a proposito del binomio sesso & natura, venerdì 22 agosto è uscito nelle sale italiane il documentario Les Animaux Amoreux del francese Laurent Charbonnier, di cui ha scritto per prima – dicembre 2007 – Laura Putti su la Repubblica. Nel marasma delle pellicole demenziali e splatter agostane, forse gli amanti del cinema hanno trovato una pellicola che valga la pena di essere vista…