Nuova campagna viral per Diesel: in occasione dei 15 anni di attività, la maison di Renzo Rosso ha lanciato una collaborazione con The Bloody Beetroots, italianissimo duo di dj (i Daft Punk hanno fatto scuola…), a cui ha dedicato una collezione in tiratura limitata di giacche, firmate dai designer TurboKrapfen.1055 i pezzi disponibili in tutto il mondo.
Per celebrare questa partnership, la milanese Mutado ha firmato l’ultimo video di Diesel: protagonisti alcuni animali-clubber (imperdibili la tartaruga break dancer e i formichieri pomicioni), abbigliati ovviamente Diesel, che si scatenano al ritmo della musica nel bosco… E dire che l’inizio prometteva tutt’altro, salvo riferimento ai futuri wild times.
Per promuovere Black Thinking, la linea di abbigliamento lanciata da OCB, fornitore di cartine e di altri accessori per fumatori, l’agenzia Road ha firmato alcuni viral.
Tra i più originali, The Fly and The Eye, che, in un ambiente che regala continue sorprese (non a caso il claim è Always Expect the Unexpected), vede protagonisti un uomo e una fastidiosa mosca, e Scratch me, con gattini amanti delle coccole e un padrone probabile dee-jay…
Dal 2008 esiste la categoria “Best Spoof Video Campaign”.
La nuova campagna ADV di Vodacom per far sapere al Sud Africa quanto è facile connettersi ad Internet con i loro servizi comincia proprio così, con un viral spoof.
Nel video, infatti, un improbabile ballerino viaggia danzando sulle note di ‘Single Ladies’ di Beyonce, reclutando altri improbabili ballerini, operai persone alla fermata della metro e ragazze che sembrano appena uscite da ‘cercasi Susan disperatamente‘. Il tutto ovviamente registrato con un Vodacom mobile
Il vero messaggio è che ormai non è più necessario essere esperti in materia di tecnologia e nemmeno avere un equipaggiamento a prova di Nasa per poter fruire di Internet e soprattutto di una connessione ovunque tu sia.
Il video finisce con il messaggio ‘connect more – live more’ per ribadire le infinite possibilità della rete che da virtuale diventa reale, e ti permette di restare in contatto con la tua famiglia, amici… dovunque si trovino.
Nei prossimi mesi vedremo realizzare una campagna off e online.
Il lancio Viral promette bene…
… vedremo …
Lady Soul
Spassosa azione di viral marketing da parte di Philips. Protagonisti una lampada speciale, Wake-Up Light e il gallo Simon, con la prima che riesce a svegliare il secondo – e a farlo cantare – prima che il sole sia effettivamente sorto!
Dato il successo dell’iniziativa, Philips ha deciso di darle continuità aprendo su Twitter l’account @philips_vs e invitando i followers a proporre sfide impossibili. In palio una Cinema 21:9 TV.
Wonderbra colpisce ancora. Stavolta niente azioni di guerrilla marketing o viral ma una doppia pagina pubblicitaria. Elogio della banalità? Beh, guardate le foto sotto… Il lettore può “toccare con mano” l’effetto push up del reggiseno delle meraviglie.
Trovo molto azzeccato il claim della nuova campagna adv di Ray-Ban (firmata Thomas Rusch), Never Hide, che, in forma di ossimoro, gioca sul contrasto tra funzione pratica – nascondere i nostri occhi ai raggi del sole – e funzione sociale – in quanto accessorio e legato al mondo della moda, l’occhiale è uno strumento dell’espressione del sé, quindi aiuta la persona a mostrarsi.
Meno suggestivo il visual, che rimanda alla Pop Art e finisce per essere l’ennesima citazione di Andy Warhol in pubblicità.
Più curiosa, come dimostra il buzz che ha suscitato nella Rete, la campagna virale costruita da Ray-Ban (e curata da Chuck McBride) sul claim Never Hide.
Tra i tanti possibili, alcuni esempi. Il primo viral diffuso è quello che vede protagonisti due simpaticoni, campioni indiscussi di una nuova disciplina sportiva, il lancio dell’occhiale.
Star di un altro viral è un camaleonte: quale interprete più adatto per esaltare la gamma di colori della nuova gamma Ray-Ban?
Il terzo viral è invece quello del gomitolo rosso – con il suo contenuto misterioso – che rotola per le strade di San Francisco, superando mille ostacoli…
Uniqlo è un fashion brand giapponese, distribuito in molte nazioni del mondo. Una sorta di H&M nipponico, riesce a mantenere prezzi bassi ed un target giovane e con delle pretese di stile a buon mercato. Molto interessante come Uniqlo riesca a differenziare i propri siti web a seconda del prodotto, della collezione, del target. Uniqlo Try, ad esempio, è una sorta di raccolta di testimonianze su di una collezione di reggiseni. Le foto delle ragazze compongono l’universo delle varie taglie, età, stili di vita, gusti del target Uniqlo. Sarà sufficiente introdurre alcune variabili nei menu a tendina per avere filtrate le varie testimonianze, perchè siano il più possibile simili alla cliente. Il sito risulta molto interessante, certamente caotico e fracassone (la comunicazione giapponese è spesso estremizzata in un modo o nell’altro), ma che ben si adatta al target giapponese. Sicuramente da un senso di grande coinvolgimento, che raramente un brand di fashion riesce a trasmettere con il web.
Hema
Altra pagina interessante è di Hema (catena di supermercati a basso costo Olandese), “How to destroy a web page”. In questo caso si tratta di un vero e proprio virale, che sfrutta una finta pagina web di esposizione dei prodotti, che si anima e si distrugge completamente dopo pochi secondi dal caricamento. Si crea buzz, ma si disorienta anche il consumatore, che si aspetta di andare nella effettiva pagina web del negozio. Questa la pagina web “ufficiale”. Facile essere tratti in inganno.
Arcade Fire
Altro esempio di sito web sperimentale, interattivo, è per l’uscita dell’album degli Arcade Fire, Neon Bible, nel 2007. Questa pagina diventa una sorta di videoclip interattivo, dove si possono muovere gli oggetti, le mani del cantante, accendere e spegnere le luci. L’ambientazione è molto interessante e perfetta per la canzone, quasi crepuscolare, quindi perfetta per il target della band. Una sorta di video virale, senza essere un video, senza usare piattaforme di videosharing, rimanendo legata al “vecchio” sito web, ma dando qualcosa di più, una interazione esclusiva.
Si può essere originali copiando? Beh, sì soprattutto se parliamo della famiglia tipo più famosa d’America, i Simpsons. Per celebrare la 20ª stagione della serie tv, Sky1 ha creato una parodia del commercial Adidas (60 anni: auguri!) “Celebrating Originality” che vede protagoniste celebrità come David Beckham, Kevin Garnett, Katy Perry, Missy Elliott & many more (come sempre si dice in questi casi).
Nel caso del viral dei Simpsons, che ha spopolato da subito sul Web, la situazione (passano scene di divertimento selvaggio…), la colonna sonora – “Beggin” di Madcon – e il claim sono praticamente identici. Cambia soltanto – purtroppo per Adidas – il budget…
Dieci euro: che cosa è possibile fare con questa cifra? Acquistare gomme da masticare, avvelenarsi i polmoni con due pacchetti di sigarette, mangiare (forse: ma dovete conoscere un posto veramente economico…) una pizza, andare al cinema, ecc.
Se tutto questo vi sembra poco e vi sentite generosi d’animo, un suggerimento su come impiegare questa piccola cifra viene dalle Missioni Don Bosco, che promuovono raccolte fondi per scopi nobilissimi. Come vi mostra in modo originale il viral che trovate sotto, con una semplice donazione di 10 euro potete contribuire a costruire una casa, un letto o un banco.
Se le partite di calcio sono spesso soporifere (colpa del calendario troppo denso di appuntamenti o della tattica sempre più esasperata?), altrettanto non può dirsi – fortunatamente – per i viral lanciati dalle varie Nike, Adidas e Puma che mettono in campo non soltanto i campioni più affermati ma anche fior di creativi.
Qualche esempio? Per lanciare gli scarpini V1.08 I FG (sigla degna di un’arma letale…), Puma, in occasione dell’ultimo turno della fase a gironi della Champions League, ha deciso di inscenare il rapimento di Nicholas Anelka, Chelsea, da parte di un fantomatico collettivo, Fronte Rivoluzionario delle Donne che amano gli uomini in rosa. In puro al-Qaeda style, vediamo una pericolosa attivista, vestita di un bikini “atomico”, che in video si rivolge all’allenatore della squadra londinese, Felipe Scolari, minacciando di non liberare l’attaccante a meno che non gli venga permesso di indossare le calzature rosate durante la partita contro il Bordeaux.
A Puma risponde in modo originale Adidas, che ha scelto Manuel Adebayor, centravanti dell’Arsenal, come protagonista di una singolare partita di snake – avete presente il giochino simil-trenino che ormai snobbate sul vostro cellulare di ultima generazione? Una performance assicurata dagli scarpini F50 Tunit.
Non ci resta che aspettare fiduciosi la scarpa in grado di redimere Adriano…