Il bello dell’organizzare un evento

Quando organizzi un evento, il bello sta nel fatto che per te l’evento comincia settimane, a volte addirittura mesi prima. E che una volta tornati a casa, e salutati i partecipanti, il lavoro per te continuerà, sempre con quell’evento a fare da oggetto. Perché poi dovrai costruirne una case history, stordirti a suon di racconti, stare dietro al follow up, fino a quando l’evento per te sarà una scheda lavori sul gestionale di cui sai il numero a memoria.
Quando devi portare clienti e giornalisti all’estero poi, le cose si complicano in maniera esponenziale rispetto al livello di normale complicazione. Un livello “normale” che già di per sé è in grado di provocare crisi isteriche persino a una PR svizzera avvezza a pratiche yoga e filosofie orientali sul rilassamento e l’autocontrollo.
Liste di partecipanti, presentazioni in Power Point, cd e supporti vari da masterizzare, forniture da coordinare, siti da aggiornare e il consueto appuntamento con Mr Imprevisto, che per l’occasione ha deciso, senza preavviso, ovvio, di invitare tutti i suoi amici Miss e Mr Imprevisti del lunedi mattina, Miss e Mr imprevisto del venerdi sera, Amico Imprevisto del cuore, Amico Imprevisto d’infanzia, Amico imprevisto 2008.


Ma una brava P.R. non solo gestisce tutta la combriccola di imprevisti, giocando di prestigio a nasconderne l’esistenza ed elargire quanti più sorrisi possibile, tranquillizzando, ove necessario il resto dello staff. Lei è l’eroina delle cause impossibili. Novella Sant’Agnese, riesce a preparare confezioni regalo alle 2 e 38 di notte, dopo essersi svegliata alle 4 del mattino per partire in tempo da Malpensa, utilizzando materiali sino a un paio di ore prima introvabili, con un viaggio di 8 ore sulle spalle, dopo un meeting interminabile, l’allestimento di una sala e una cena alla quale avrebbe voluto suicidarsi ingoiando la saliera.
Qual è il piacere di progetti del genere?

Svegliarsi a Berlino, in un hotel in cui una notte costa l’intero budget che normalmente spendi per una vacanza di sette giorni, sentire il vento tra i capelli, passeggiare lungo l’Unter den Linden e sapere che, per i tuoi soli 27 anni, sai smuovere grattacieli. Che di forza in quel tuo corpicino sempre troppo gracile ne hai a pacchi. Che hai gestito un progetto complesso, ambizioso, emozionante, in cui hai fatto del tuo meglio per interessare, incuriosire, divertire le persone e lasciare loro il ricordo più piacevole possibile. E che quelle persone erano tutt’altro che “semplici” e accontentabili.

Sapere che quando riguarderai le foto, a distanza di mesi, o di anni, ti verrà da sorridere e da pensare “Però, alla fine è stato bello”
Madama Butterfly

 


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2 risposte a “Il bello dell’organizzare un evento

  1. Veramente interessante, se mi vuoi portare con te la prossima volta…

  2. cafedesignorants

    Volentieri, ma mi sa che da quello che ho visto sul tuo blog, sarai tu a portarmi con te la prossima volta..

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