WEB_CINEMA: Perfiducia.com

Nell’enorme calderone dei mutamenti che le nuove tecnologie stanno apportando al bioritmo delle nostre tradizioni espressive, uno dei più evidenti sembra stia avvenendo in seno alla settima arte.

Il cinema e la sua macchina fruitiva sembrano orientarsi con sempre maggiore decisione all’universo web, probabilmente per raggiungere quegli spettatori che qui hanno trovato distanza dalle sale.

La rete è sicuramente diventata un punto di riferimento fondamentale nella scelta dei titoli dei prossimi film da guardare (e da scaricare, con progressivo avvilimento di chi di cinema ci vive) e sembra imporsi sempre più compiutamente come un canale di supporto alla diffusione dei film.

Ricordiamo tutti il grande hype ottenuto dalla particolare promozione web based pensata per il lancio di Cloverfield.

L’interazione concessa dal web, infatti, permette di contestualizzare un lavoro o una produzione cinematografica in maniera molto più diretta e completa rispetto alla più tradizionale locandina o trailer.

E’ possibile strutturare l’attesa, rilasciare strategicamente informazioni e approfondimenti, articolando così il contesto di fruizione e offrendo allo spettatore la possibilità di partecipare alla modifica/stesura dei contenuti.

Ma, in realtà, sono gli stessi processi di fruizione del prodotto audiovisivo ad essere in mutazione, profilando nuove tipologie di “consumo” dello stesso. La progettazione web oriented, infatti, non riguarda la sola comunicazione del prodotto film, ma sembra interessare la sua stessa distribuzione. La stessa portabilità del contenuto sembra informare nuove concezioni di release: il film, quindi, si sta facendo bit?

A questo proposito, una particolare riflessione nasce in occasione di un progetto cinematografico tutto italiano, presentato sul finire della scorsa settimana, che si pone come occasione propizia all’analisi di una mutazione di approccio legata proprio a questo aspetto.

Per Fiducia nasce dall’ingegno di tre tra i nostri migliori registi: Olmi, Salvatores e Sorrentino.

Il progetto, sostenuto da Intesa Sanpaolo, è la naturale reazione ad un momento duro e difficile come quello che il nostro paese sta attraversando, reazione che diviene motivo ispiratore, fil rouge che unisce tre lavori frutto di visioni eterogenee ma legati da un comune obiettivo: reagire allo status quo attraverso la fiducia in se stessi e nei propri valori.

Ma, oltre alla volontà di utilizzare l’arte come strumento per combattere la crisi (di qualsiasi crisi si tratti), ciò che appare veramente interessante ai nostri occhi è la particolare modalità di diffusione del ciclo che avverrà attraverso una pianificazione assolutamente strutturata e webcentrica.

I cortometraggi, di cui quello di Olmi è già online, verranno infatti distribuiti non solo nelle sale e in televisione (a seconda delle occasioni in versioni di diversi minutaggi) ma anche nella piattaforma online perfiducia.com ad essi appositamente dedicata e sui siti di video sharing (come per esempio YouTube) dove continueranno la loro esistenza.

Home Page Perfiducia

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I corti, quindi, pur raggiungendo le persone in maniera convenzionale, trovano solo nel media digitale il loro supporto congeniale, grazie alla possibilità di incontrare un destinatario attento e partecipe all’esplorazione del tema della fiducia.

La piattaforma, infatti, non solo raccoglierà tutti i lavori in versione integrale (sia quello di Sorrentino che di Salvatores verranno rilasciati nei prossimi giorni) ma anche tutti i feedback degli utenti che diverranno in questo modo parte integrante dell’opera filmica.

Opera e fruitore si incontrano online per entrare in relazione diretta grazie alla libertà concessa dal bit, decretando definitivamente la logica del fruitore passivo, dimentico di sé nel buio della sala.

Mr_B

2 risposte a “WEB_CINEMA: Perfiducia.com

  1. Ho appena visto i tre nuovi corti di Perfiducia..mi sono piaciuti davvero molto! I tre registi sono davvero promettenti, Vi consiglio anche di guardare la videochat sul sito, dove vengono intervistati da Mereghetti insieme a Salvatores e Sorrentino. Il mio corto preferito comunque è “L’altra Metà” di Pippo Mezzapesa.

  2. Pingback: Archibugi, Soldini e Virzì: i nuovi corti di Intesa Sanpaolo « Café des Ignorants

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