Pubblicità molto vintage

Non so perché ma ultimamente ai pubblicitari piace il vintage.
Occupandomi di comunicazione pubblicitaria, per studio e per professione, il mio spirito d’osservazione non poteva non cogliere un minimo comun denominatore che è alla base dell’idea creativa di alcuni recenti spot pubblicitari di aziende italiane.

Probabilmente sono l’unica ad aver colto questa tendenza o “filone” (se così lo vogliamo chiamare), o meglio, ad essermi fatta il “viaggione”….

Ma veniamo al dunque.
Siamo nel 2008 e alla Tele ( il vecchio scatolone) passano lo spot del Campari Soda , ricordate, quello la cui colonna sonora
fa: “… è sempre l’ora del campari!…”; il quale non può esservi assolutamente sfuggito, più che altro perché quella semplice canzoncina molto vintage, molto anni ’30 che lo accompagna e aggiungerei lo “connota” ,vi entra nella testa.

Bene, già questo fece raddrizzare le mie antennine, sono rimasta subito colpita da quel pezzetto musicale, che mi ha lasciato qualcosa, come una scia o un vago ricordo di qualcosa, ha attivato in qualche modo le mie conoscenze intertestuali.
Per non farla troppo lunga è  stato il primo spot a “citare” un’estetica futurista anni ’30.

Ma andiamo avanti, perché neanche a farlo a posta, poco dopo vedo spuntare fuori un altro spot (sempre di un’azienda italiana) che stavolta mette in campo una chiara ed evidente citazione “visiva” di quegli anni, gli anni di Boccioni, Balla, Carrà, Severini etc. per intenderci.

Sto parlando dello spot Agip,  nel quale si susseguono immagini animate che sono un vero e proprio tributo all’arte di quegli anni e dove addirittura si riconosce, in quel susseguirsi di immagini, un’opera di Lempicka.

Di fronte a ciò sono rimasta con un punto di domanda, perché mi son cominciata a chiedere se questo fosse frutto della casualità (ovvero che ci fossero due spot che giocano a richiamare in causa quel preciso periodo), oppure semplicemente trattasi di un  riciclo di mode e tendenze.

Un bel giorno però mi vedo spuntare fuori di nuovo (questa volta però nel web) un altro spot sul genere di un’altra azienda italiana, Berloni.

Al che le mie antennine si sono raddrizzate di nuovo.
Lo spot di cui sto parlando ha come claim La crisi , legato ad una promozione Berloni in corso.
E’ semplicissimo, non è pretenzioso, rapido ed indolore (come dico sempre io, per parlare di qualcosa che risulta efficace ai miei occhi), nell’arco di 30 secondi, la sua piccola e umile genialità viene espressa attraverso la colonna sonora.

Anche qui, siamo di fronte ad un citazione sonora, stavolta però, ancora più marcata, rispetto a quella del Campari Soda.
È stata utilizzata in questo caso una vecchia canzone  degli anni ’30  cantata da Rodolfo de Angelis.
La canzone in questione si intitola Ma cos’è questa crisi, (invito davvero tutti ad andarsela a cercare per esempio in Youtube, perché è davvero molto molto simpatica).

Facendo le mie dovute ricerche scopro che Berloni, per l’intera campagna promozionale (si parla di uno sconto sull’acquisto di una cucina e di un televisore in regalo), ha scelto il  tema generale della crisi, chiamando non a caso tale promozione “ La crisi aguzza il risparmio”.

A tal riguardo non posso non constatare che tale supporto sonoro, (il quale è caratterizzato da un testo molto preciso), sembra essere, a mio avviso,  una scelta azzeccata, funzionale e congeniale rispetto all’oggetto della campagna, e a maggior ragione se ricollochiamo tale spot nel contesto socio-culturale all’interno del quale è inserito, vive e si dispiega.

Bene, per tornare dunque al mio viaggio, mi trovo costretta a constatare che allora non è semplicemente una casualità ma che forse si tratta di una tendenza molto più concreta, che non riesco però ancora pienamente a capire e a focalizzare.

Mi chiedo quindi perchè alcuni pubblicitari hanno intrapreso queste scelte di ordine creativo?

Perchè sono lungimiranti ed hanno un grande spirito di osservazione? (direbbe qualcuno).

Mi chiedo: in mancanza di creatività e in tempi di ristrettezza di idee, si rispolverano fuori vecchie icone e simbologie, cercando quindi una via facile e scontata per suscitare certi ricordi e soprattutto certe sensazioni ed emozioni?Oppure il vintage è davvero capace di grande impatto?!

Miss.Somewhere

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