Le informazioni web diventano le audiovisioni di Decryptopattern

Da tempo ci stiamo interrogando su quale sia il modo giusto di utilizzare le informazioni in rete.

Dai paesi in cui la libertà di informazione è inesistente (caso latente quello dell’Italia), a quelli in cui le informazioni circolano in maniera più rapida e chiara, le notizie sul web vengono continuamente trasformate, manomesse.

Gli incessabili fermenti, cambiamenti, disturbi della nostra epoca si rispecchiano nel web, considerato uno dei sintomi più evidenti di questo processo, contenitore del vortice evolutivo contemporaneo, mezzo d’espressione attraverso il quale l’informazione è continuamente in trasformazione.

Partendo da questi presupposti, due grandi artisti giapponesi con base a Berlino, hanno creato Decryptopattern, una delle produzioni artistiche più innovative degli ultimi tempi, riflessione epistemologica e artistica sul nostro quotidiano utilizzo delle informazioni (neural.it)


Noriko Yamaguchi, artista che usa carta giapponese “washi” per le sue opere e Daisuke Ishida, sound / media artist che indaga sonorità inedite, hanno fuso la propria arte e passione per dar vita a Decryptopattern.

L’idea di questi due grandi artisti è stata quella di fornire una rappresentazione audiovisiva del vortice di informazioni che ogni giorno raggiunge e ingloba milioni di persone, cercando una verità in mezzo all’apparente caos dell’era digitale.

Ricevere notizie è una parte fondamentale della nostra vita quotidiana e, attraverso media differenti come radio, televisione, giornali e portali internet, possiamo mantenerci costantemente aggiornati in tempo reale su quanto accade in ogni parte del mondo.

Queste informazioni sono però costantemente filtrate dagli stessi media che ce le offrono e, secondo Ishida, passano innanzitutto da un filtro primario, ovvero la mente del reporter stesso, i suoi pensieri, le sue esperienze, i suoi limiti diventano messaggi nel messaggio che cerca di veicolare attraverso le notizie.

La riflessione sull’informazione diviene dunque indagine sul concetto stesso di media e sulla possibilità di identificare una versione “pura” della notizia, libera dal contesto in cui viene creata.

Decryptopattern, infatti, recupera dati testuali da Google News in 61 lingue diverse e le converte in suono. Il suono viene poi filtrato e convertito in analogico verso una piastra sonora vibrante, su cui sono appoggiati tanti piccoli brandelli di quotidiani provenienti da diverse parti del mondo.

Le onde sonore, provocando la vibrazione della piastra e il movimento dei frammenti, creano bellissimi ‘Chladni patterns‘, vere e proprie manifestazioni fisiche del modo in cui questo mare di informazioni sia organizzato in forme specifiche, in onde che sembrano ripresentarsi ad intervalli regolari.

L’intera installazione è stata definitiva un ‘gesamtkunstwerk’ audio-tattile e visivo (neural.it) e pone lo spettatore al centro del vortice di informazioni, consentendogli di sbirciare da dietro le quinte le prove di quel grande spettacolo chiamato era digitale.

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