Mac vs Pc. La battaglia continua.

Sono oramai anni che va avanti la campagna Mac vs Pc, una delle campagne di più grande successo degli ultimi anni. Adatta ai media tradizionali così come al web, sempre divertente e minimale, mai troppo aggressiva, sempre molto subdola. Ha creato decine di spoofs, parodie online, completamente autonome da Apple, e soprattutto ha spinto all’estremo l’eterna lotta tra i fanboys di uno o dell’altro brand, da sempre in competizione. La casistica è però abbastanza desolante per Microsoft: Estetica? Apple. Affidabilità? Apple. Qualità dei materiali? Apple. Zune vs IPod? Zune chi?

L’unica vera freccia all’arco di Microsoft è il prezzo, e non è poco. L’ultima campagna “It’s a PC. Laptop Hunters” cerca di andare proprio in questa direzione. A due ragazzi comuni vengono dati dei soldi per comprare un portatile con delle caratteristiche predefinite (monitor, ram, scheda grafica, etc.). Scelta libera, Mac o Pc.

Bene, Lauren non compra un MacBook (ne avrebbe il budget) perchè ha lo schermo troppo piccolo. Buona ragione. Poi però dice “forse non sono abbastanza cool per essere una ragazza Mac”. Ecco la prima zappata sui piedi: che senso ha una frase del genere? Apple è un brand legato al “think different”, un brand emozionale, che il pubblico sceglie (anche) per cercare una caratterizzazione personale. Si fa proprio il gioco di Apple in questo modo, l’idea di “Pc noioso, Apple cool” che a Cupertino sottolineano da sempre. Microsoft cerca di parlare al pubblico elencando cifre strabilianti (inches wide, gigabytes di ram, megahertz), evitando di toccare gli argomenti sensibili (affidabilità, design, sicurezza, peso) che potrebbero metterla in difficoltà. Ma non tiene conto delle communities online, che proprio su quegli argomenti vanno ad indugiare nelle proprie discussioni, e che diventano fondamentali nel momento in cui un utente deve decidere quale laptop comprare ed affida parte della decisione d’acquisto ad una ricerca su Google.

Microsoft è leader del mercato, ma è così universalmente criticata da rendere ogni sua mossa nell’ambito della comunicazione un potenziale boomerang. Meglio, forse, concentrarsi sulla stabilità del nuovo sistema operativo. Meglio per Microsoft, meglio per tutti gli utenti. Inclusa Lauren.

Ed Wood

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