Omofobia? NO Grazie!

Questo che segue è lo Spot presentato ieri dal Ministro per le pari opportunità, discusso, più o meno condiviso, ma che indubbiamente ha fatto parlare di sè…

senza entrare troppo nel merito delle scelte comunicative e creative della campagna  ideata dal chief creative director Alessandro Canale, dall’art director Fabio Dimalio e dal copywriter Saverio Lotierzo, per Young&Rubicam, l’aspetto più interessante non è tanto lo spot, nè tantomeno le critiche che ha ricevuto, piuttosto è da sottolineare la velocità di propagazione delle informazioni in rete, il tam tam di Link, pingback, trackback e condivisioni sulle piattaforme social.

E’, infatti, più interessante soffermarsi sul risultato ottenuto da questa condivisione per informare e divulgare il messaggio di “Nessuna differenza”, claim della campagna, che sullo scarsissimo assenso ricevuto dal pubblico della rete.

Dichiara il ministro Carfagna:

Alla fine dello spot lo spettatore si renderà conto che nei momenti davvero importanti della vita ciò che realmente conta è la persona, con le sue capacità e doti individuali, e non il suo orientamento sessuale.

Questo il messaggio che sarebbe dovuto emergere, ma che si perde tra i volti spaventati, le sirene e i colori cupi.

Persone che parlano ad altre persone anche online, messaggi che si propagano veloci come questo di tolleranza e rispetto, senza che nessuno chieda le preferenze sessuali di chi ha condivso la notizia. 😉

Lady Soul

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Una risposta a “Omofobia? NO Grazie!

  1. Mi piace perché la Carfagna dice che quel che conta è la “a persona, con le sue capacità e doti individuali” il problema è che molti considerano l’orientamento sessuale come una capacità o una dote personale, quinti praticamente stai mandando a molti un messaggio contraddittorio dove prima gli dici su cosa si devono focalizzare e poi che quello su cui si focalizzano non conta.

    Insomma una campagna che si chiama “nessuno diverso” non devi puntare sulla marginalizzazione dell’orientamento sessuale quale fonte di (pre)giudizio perché è di fatto impossibile, la sessualità è una componente fondamentale e quotidiana della nostra vita, che lo vogliamo o no; una campagna del genere deve invece puntare sulla correzione dei (pre)giudici facendo vedere che quello che io vedo come un disvalore lo è solo per la mai ristrettezza mentale

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