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Vite di artisti per Relentless

Relentless, l’energy drink del Gruppo Coca Cola, ha lanciato Live of the Artists, nuovo film documentario che ha debuttato sul sito del brand www. relentlessenergy. com, dando vita ad un’efficace strategia di Branded Content in linea con il proprio target di riferimento.

Protagonisti del lungometraggio: Xavier De Le Rue, campione di snowboard, Tom Lowe e Fergal Smith, acrobati del surf, i Gallows, band hardcore punk inglese.

Le loro personalità, le loro adrenaliniche imprese e spettacolari performance, sono rappresentate in questo eccezionale documentario. La camera cattura le loro passioni, riflessioni ed emozioni per poi cambiare inquadratura e passare alle meravigliose immagini delle vette dell’Alaska, le onde dell’oceano, la forza trasmessa dalla musica.

Ecco alcune immagini del documentario:

Il lungometraggio è stato, inoltre, acquistato e trasmesso dalla rete spagnola Cuatro confermando l’ottima qualità dell’idea.

Da non perdere!


La Blanche

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Se qualcuno ti strapp’ il cappotto, sotto sott’…c’è Coca-Cola!

COCA-GRIP-Velcro
Fare una bottoglia di velcro sarebbe stato poco indicato e poco ergonomico.
Quindi Coca-Cola ha pensato di comunicare con il velcro la nuova bottiglia GRIP.
La intuizione geniale appartiente a Marcel
Le campagne che creano interazione fra il brand e l’utente ci piacciono; ci piace meno l’idea di rovinare un capo mentre aspettiamo la metro o l’autobus.
Sunglasses@night

Bersi una Sprite? Un piacere paragonabile al sesso!

sprite_logo

Lo spot più hot (in tutti i sensi…) del momento è quello, studiato per il mercato tedesco, di Sprite.

Il commercial in questione crea (ricorrendo ad immagini più che esplicite) un parallelismo: il piacere di godersi la freschezza del soft drink e il piacere legato al sesso orale.

Sembra che il management di Coca-Cola, gruppo di cui fa parte il brand Sprite, abbia subito preso le distanze dallo spot. C’è chi dice per non urtare il senso del pudore dei tedeschi, chi, più maliziosamente, per una questione di genere (razzismo?), essendo la coppia ritratta nello spot mista, con un lui di colore e una lei bianca.

E se fosse invece un caso di fake? Il regista del video, Max Isaacson, ha dichiarato di aver girato il video in autonomia, senza il consenso dei piani alti.

Chissà qual è la verità. Di certo, grazie a questo spot, nella blogosfera si è venuto a creare un certo buzz

The Apprentice

Coca Cola, tra i due litiganti gode… Charlie Brown

Coca-Cola_Spot_200709

In occasione dell’ultimo Superbowl, Coca Cola ha mandato in onda uno spot… molto poco Coca Cola.

Di solito infatti, il più celebre brand al mondo predilige commercial patinati, che ritraggono una realtà rose e fiori, dove tutti sono amici e vanno d’amore e d’accordo… Nel caso della campagna It’s mine, firmata da Wieden + Kennedy, la Coca Cola diventa invece oggetto del contendere tra gonfiabili nel cielo di New York, in occasione della Macy’s Thanksgiving Day Parade.

Tra Stewie, pestifero figlioletto dei Griffin, e Underdog a godere è nientemeno che Charlie Brown.

The Apprentice

IAB FORUM 2008: il miglio verde del 10%

Ha vinto Barack Obama. Un candidato molto 2.0. Giovane dentro e fuori. Un candidato che ha saputo costruire una campagna veramente mainstream e moderna. Qualcuno lo ha chiamato il “candidato di internet”, visto che ha coinvolto accanto alle celebrities e agli immancabili opinion leader famosi, anche il cofondatore di Facebook Chris Hughes.

Obama su Myspace, Obama in un social network compatibile con Facebook. Obama nei videogiochi.

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Qualcuno come Sergio Maistrello dice che abbia vinto non grazie a internet, ma usando internet, perché è riuscito a costruire una rete sociale sulle proprie idee e l’ha popolata di persone.

Se n’è parlato e straparlato, anche allo IAB forum, ieri.

Giovanni Perosino, Direttore Comunicazione Gruppo Fiat, durante la tavola rotonda al mattino (era ora di pranzo praticamente e la fame si faceva sentire forte e inesorabile) ha infatti espresso il suo grande interesse verso la campagna di Obama. Tanto che l’ha resa un caso di studio per i suoi collaboratori. Uno studio dal quale trarre stimoli e suggerimenti in vista dei prossimi investimenti in comunicazione che, come già quest’anno per il lancio di Alfa Mi.To, guarderanno sempre più a internet.

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Ma non solo per il Gruppo Fiat.

Ne sono una prova il contest online di Enel sviluppato su Zooppa, gli spot dei sughi Barilla che sono girati anche e soprattutto online, la viralità intrinseca del concept del Coca Cola side of life.

Anche da Enel, Barilla, Coca Cola, L’Oréal l’input è stato infatti il medesimo.

Ossia cercare, recessione a parte, di non tagliare i budget di adv online e attività di comunicazione sul web. Per quanto però nessuno dei relatori presenti ieri abbia parlato di un aumento complessivo degli investimenti pubblicitari.

L’obiettivo, pare ancora, quello di destinare il 10% del budget disponibile a internet. Ancora perché fatte rare eccezioni, il 10 resta una linea d’orizzonte che indietreggia di anno in anno, nonostante i buoni propositi.

10% sembrerebbe poco apparentemente. Specie nel largo consumo, specie a fronte delle crescite a doppia cifra di accessi sui social network. Specie se confrontato col numero di blog attivi presenti al mondo.  Moltissimo invece, se si pensa che per il lancio di Fiat 500 era stato speso online solo l’1%.

 

* Madama Butterfly

Quantum of Solace? Meglio il James Bond di GreenPeace…

4,94 milioni di sterline (5,3 milioni di euro, circa): a tanto ammonta l’incasso al botteghino, nel primo giorno di programmazione e nel solo Regno Unito, del 22° episodio della saga di 007. Così il James Bond (interpretato da Daniel Craig) di Quantum of Solace ha surclassato il precedente record di Harry Potter. In Italia e nel resto del mondo questo blockbuster esordirà venerdì 7 novembre.

Com’è naturale in questi casi, l’uscita del film è stata preceduta da un numero incalcolabile di iniziative di marketing. Giusto per fare qualche esempio, Swatch ha lanciato la 007 Villain Collection, 22 orologi ispirati ai cattivi protagoniste delle varie pellicole, Activision ha rilasciato – per PlayStation 3, Xbox 360, Nintendo Wii e Microsoft Windows – il videogioco “Quantum of Solace”… Neppure Coca Cola ha saputo resistere al fascino di Bond: è pronto uno spot (con colonna sonora firmata da Jack White dei White Stripes, non so se mi spiego) che vede l’agente di Sua Maestà lottare per accaparrarsi (ebbene sì) una bottiglietta del celebre soft drink.

L’elenco potrebbe continuare all’infinito, o quasi. Mi piace però segnalarvi quanto fatto da GreenPeace che, per protestare contro la costruzione di una centrale a carbone nel Kent (UK) ha interpretato a modo suo il mito di James Bond. Beccatevi un po’ questo “Coalfinger”!!

The Apprentice

La classifica dei Best brands

Gli Americani si sa, hanno la mania delle classifiche: di uomini ricchi, di donne sexy, di celebrità ben vestite, di peggiori attori, di aziende.
Come ogni anno Business week ha appena pubblicato la lista dei 100 Best Global Brands. Un elenco costruito in base a tre criteri: che il marchio/azienda renda pubblici i dati finanziari e di marketing, che sia altamente riconoscibile, al di là dei meri dati di vendita (del tipo non basta avere milioni di clienti) e che almeno un terzo del suo fatturato provenga da un paese diverso da quello in cui l’azienda ha sede.
Numero 1 della classifica, prevedibile, Coca Cola.


Tra i primissimi posti colossi come IBM, Microsoft, Nokia, Intel, Mc Donald’s, Disney..
Al ventiduesimo un marchio di abbigliamento low cost fungiforme o fragoliforme (ma si dirà fragoliforme?) come H&M. Che c’entrano fragole e funghi? C’entrano, c’entrano. Il mio professore di storia e filosofia del liceo in questo momento mi darebbe un + a matita sul suo quadernetto perché mi sono ricordata di una teoria antropologica secondo la quale i villaggi e le culture si sono diffusi in prossimità di luoghi umidi, come fiumi e coste, proprio come fanno in natura le fragole e i funghi.
Per i punti vendita di H&M è lo stesso. Che tu sia a Roma, Colonia, Atene, Berlino o Il Cairo layout di negozi e collezioni sono sempre gli stessi. I prezzi però no. Almeno io nella mia esperienza ho avuto modo di notare una certa differenza.
E lo stracitato made in Italy come se la cava?

//cakeitaly.com

Cioccolatini firmati Armani: foto da http://cakeitaly.com

Meglio del previsto. Gucci, che a differenza di H&M non spicca certo per prezzi a buon mercato o vetrine in ogni dove, è il 46° Best Global Brand al mondo, subito dopo Philips, ma prima di ebay. Quanto alle altre realtà italiane presenti in classifica troviamo sempre lei, la Rossa di Maranello e l’emblema del bon ton e dell’eleganza très chic ma très minimal, Armani, che da poco si è messo a firmare case, alberghi e cioccolatini.

Mi piacerebbe conoscere una 100 Best Global Places to Work in list..chissà se esiste..
* Madama Butterfly