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Google goes social: arriva Google Buzz

Dovevamo aspettarcelo: Google scende in campo social, dopo la sperimentazione di Google Wave, con una piattaforma più simile a quelle che già conosciamo (da Facebook a Twitter a FriendFeed).

Con Google Buzz sarà possibile condividere immagini, aggiornamenti di stato e video, attraverso uno sharing on-line con la lista di contatti Gmail. Ma la sua caratteristica principale è quella di poter integrare contemporaneamente Picasa, Flickr, Google Reader e Twitter.

Le funzioni di Google Buzz sono illustrate in questo video:

Google Buzz assomiglia molto a Twitter per quel che riguarda l’ambiente social, ma si presenta principalmente come un potenziale Facebook-killer, per il bacino di utenza sul quale può contare (176 milioni di utenti contro i 400 milioni di Facebook..la sfida è comunque ancora molto difficile).

Il Buzz di Google è disponibile anche per iPhone, Symbian, Windows Mobile e Android e permette non solo la condivisione delle esperienze off-line ma la geolocalizzazione degli utenti collegati, per conversazioni tra social-addicted.

La cuoriosità della rete sembra accesa, il Buzz è partito: staremo a vedere quanto prenderà piede il nuovo Google Social.

Joy

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Emmatar, la comunicazione politica si fa social

Da Avatar a Emmatar: è partita la campagna di comunicazione a supporto di Emma Bonino per la presidenza della Regione Lazio, con alcuni elementi social.

Primo fra tutti, il trailer di lancio Emmatar, ispirato al film di James Cameron arrivato in Italia da circa una settimana.

La svolta promessa dalla Bonino viene paragonata all’innovazione introdotta nel cinema da Avatar di Cameron, un nuovo inizio.

Emma Bonino è inoltre sbarcata su Facebook, dove le “grandi manovre” elettorali sono iniziate il 12 gennaio: sulla pagina è stata per ora pubblicata anche un’immagine della candidata ispirata a quella più famosa di Barack Obama, realizzata da Shepard Fairey.

Emma Bonino hope

Al momento però le analogie con l’attuale Presidente USA si fermano qui: per ragioni economiche e forse perché la candidatura è molto recente, non stiamo certo assistendo al dispiegamento di forze visto con Obama.

Con le dovute proporzioni, naturalmente, sarebbe interessante vedere un politico italiano mettersi davvero in gioco sui social networks, senza quel filtro che fino ad ora ha contraddistinto la relazione con gli elettori.

Alcuni timidi tentativi sono stati fatti, ma senza arrivare a stabilire un vero contatto sociale con i potenziali elettori attraverso il web. In politica si tende sempre a ricercare una comunicazione verticale, anche se attraverso Facebook o Twitter.

Antonio Sofi (Spindoc.it) ha fatto una review delle principali tendenze dell’approccio social della politica europea.

Entare in rete per dovere? A quanto pare in Italia per ora la situazione è questa..

Joy

Suicide Machine: uccidi la tua identità online

Il boom del social networking, si sa, è argomento di discussione accesa fin dai suoi albori. Schiere di social addicted contrapposte a nuclei di resistenti al fenomeno, animano uno dei dibattiti più accesi del nuovo millenio: social si o social no?

Questo film lo conosciamo bene ma il nuovo personaggio pronto ad entrare in scena è il pentito: un animo soffocato dagli aggiornamenti di stato, in perenne ansia da sharing e vittima della sindrome da Mi piace, che invoca una way out immediata. Ebbene, se tra di voi qualcuno si riconosce nei sintomi, sappia che oggi una soluzione c’è: suicide machine.

Suicide machine è una simpatica piattaforma pensata per liberare coloro i quali non desiderino più twittare alcunchè, condividere alcuncosa o commentare alcun bit di inutile informazione riguardante i sollazzi dei propri social amici.

La sua veste amousant rende il social suicidio qualcosa di molto ammicante, non c’è che dire, ma il suo pregio più grande è quello di rendere molto veloce un processo assai lento e cavilloso: basta infatti un’oretta e la vostra online identity sarà trionfalmente expired.

Condoglianze?

Mr_B

Twitter, di carta e di stoffa

La dematerializzazione porterà alla scomparsa di fogli di carta e libri? A giudicare da alcuni nuovi gadget ispirati a Twitter, il processo pare essersi invertito!

TweetNotebook

Tweet Notebook è un sito attraverso il quale prenotare la stampa di un notebook che, su ogni pagina, avrà un tweet estratto da un profilo Twitter. Il trionfo dell’egocentrismo?

L’idea sfrutta l’aura culturale di Twitter e ha le potenzialità per diventare uno status symbol per i Twitter-addicted. In questo periodo, potrebbe essere anche un interessante regalo di Natale..

On-line si possono trovare molti altri gadget ispirati al mondo dei social networks: dai capi di abbigliamento, alle spille, ai cappellini. Molto carino, il blog dedicato alle magliette su Twitter..dove è possibile personalizzare la propria t-shirt!

Twitter tshirt

Joy

The best of us Challenge: l’importante è partecipare

In attesa dei prossimi giochi olimpici invernali, che si terranno a Vancouver nel 2010, e dei primi giochi olimpici per i giovani di Singapore, gli organizzatori si sono inventati un concorso che permette a tutti di sfidare, a distanza, i grandi campioni dello sport.

The best of us Challenge è il luogo dove è possibile vedere i video girati dai più noti eroi dello sport mondiale, che si divertono cimentandosi con discipline decisamente alternative. Ad esempio, vediamo cosa fa Rafael Nadal.

Sul sito è possibile raccogliere la sfida di chi riesce a fare sette capriole in dieci secondi e di chi sa dire “ciao” in tante lingue diverse in soli trenta secondi; così, ad esempio, ci si confronterà con la donna in grado di saltare più in alto al mondo, Yelena Isinbayeva, o la sciatrice americana Lindsey Vonn.

L’iniziativa è volta ad umanizzare il grande sportivo e, nello stesso tempo, a far sentire lo spettatore parte della grande festa delle olimpiadi, anche attraverso la divulgazione dei contenuti su tutti i social networks.

The best of us Challenge

I premi in palio sono un viaggio a Vancouver ed uno a Singapore. Non male, ma bisogna essere in grado di battere un campione!

Joy

A Billion for a Billion

Il World Food Programme ha prodotto un video che, nel canale YouTube dedicato, si presenta con la frase

If you are reading this…you are one of the online billion who can help the hungry billion

Il concetto alla base del video è l’idea che on-line in un minuto si svolgono milioni di azioni, ma nello stesso minuto 10 bambini muoiono di fame. Questo, purtroppo, non è un concetto nuovo, ma nel video viene declinato con un senso inedito. Il video è scandito dal click di un mouse e dal parallelismo tra le attività on-line e l’immagine della tazza rossa, simbolo del World Food Programme: gli utenti di Internet, parte di quel “billion” di persone che non soffrono la fame, possono virtualmente prendere la mano di una persona afflitta dalla povertà e riempire una tazza di cibo con soli 25 cents.

World Food Programme - Red Cup

Internet come strumento di solidarietà, per un video che incita inoltre gli utenti a condividere l’ informazione attraverso tutte le piattaforme on-line.

Joy

Feed Rss:egocentrismo web 2.0?


Come molti sapranno il Feed Rss è una tecnologia che permette di ricevere sulla propria casella di posta gli aggiornamenti di un sito o di un blog e chi più ne ha più ne metta.

Grazie alla tecnica del Feed Rss chi ha bisogno di seguire per lavoro o per passione più siti/blog al giorno non deve passare tutta la giornata a spulciare i siti in bookmark,ma deve semplicemente aprire la propria casella di posta e leggere gli aggiornamenti che ha ricevuto dai propri feed.

Fin qui tutto bene, utilissimo vantaggio che consente di tenersi aggiornati in tempo reale e ricevere le ultime news restando comodamente sulla propria casella di posta.

Con l’arrivo del Fedd Rss però ecco che, nell’epoca imperante del social networking,arriva anche il feed ad personam.

Nascono social netowrks basati sulla politica del Feed Rss prendiamo ad esempio Twitter.

Una piattaforma social che si basa sulla tecnologia feed. L’utente si registra e riceve il prorio feed personale ha a disposizione 140 caratteri con comunicare in maniera costante e a volte compulsiva quello che sta facendo.

“Chiara ha appena incontrato Marco sottocasa!

“Marco ha appena incotrato Chiara sottocasa”

“Giulia sta andando a cena con Silvia e spera che il ristorante non sia troppo caro”

“Martina è appena andata in bagno e ha trovato un tremenda puzza di cacca!”

“Fabio sta andando a prendere l’autobus e spera di non fare tardi: troppo sonno!”

“Carmen…dolce risveglio!”

Twitter è solo uno e il più usato delle piattaforme Feed Rss seguito a ruota da FriendFeed, e dai feed di facebook e myspace e dai numerosi Feed Social che nascono ogni giorno.

Chi scrive (utente di Twitter e Friendfeed!)si domanda:

“Ma perchè abbiamo così tanto bisogno di essere spiati?!”

Ed è un bisogno di essere spiati quello di cui si tratta, o più semplicemente un bisongo costante e continuo di appartenenza ad un network/community, o di una nuova forma di voyerismo digitale?

Il singolo si identifica con la community al punto di sentire il bisogno costante ed incessante di manifestare e palesare l’appartenenza in maniera compulsiva e di comunicare al gruppo continuamente ciò che sta avvenendo al di fuori di esso?

Non credo si tratti di solitudine o di carenza di  rapporti umani;credo semplicemente si tratti di nuovi luoghi di ritrovo in cui il singolo si identifica e in cui trova aggregazione e coesione.
L’user si sottopone spontaneamente all’occhio vigile del gruppo per esserne spiato di continuo.
Non è un rinuncia alla propria privacy, attenzione: è una nuova forma di protagonismo.Una forma di egocentrismo web 2.0

Perchè una ragazza che sta andando in palestra piuttosto che a cena con delle amiche sente il bisogno di Twittarlo immediatamente dal suo palmare?!

Essere Twittato o Blippato o Feeddato rende il singolo sicuro di essere in buona compagnia mentre si allontana dal gruppo?
Stabilire un costante link con le persone che si sentono vicine per amicizia, similitudini, rapporti di lavoro…rende l’individuo più tranquillo, partecipe ad ogni modo della community per restandone lontano, pur uscendone per un istante?

Niente di tutto questo!!!

L’user della piattaforma Feed Rss based è tanto più autorevole quanto più followers ha.
Più persone ti seguono più sei importante. La riservatezza è inversamente proporzionale alla notorietà. Proprio come accadeva un tempo per i divi di Hollywood.

Che quello dei social netowrks stia  diventando un nuovo fenomeno di Star System?

Kame