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Le mimose diventano rosse per le donne del Nepal

In Nepal il rosso è il colore della festa e viene indossato nelle occasioni più importanti. Quest’anno il rosso diventa per le donne nepalesi anche il colore del riscatto sociale e dell’emancipazione, nella speranza di acquisire maggiori diritti all’interno della società.

La Onlus Apeiron sta infatti promuovendo un’iniziativa legata alla festa della donna che tinge di rosso il tradizionale fiore associato a questa giornata, la mimosa.

Attraverso il sito di Apeiron è possibile acquistare ed inviare delle cartoline per augurare una felice festa della donna ad un’amica, alla mamma o alla fidanzata.

Il ricavato di questo gesto sarà devoluto a favore di CasaNepal a Kathmandu, una casa rifugio per le donne nepalesi in difficoltà.

La mimosa cambia colore per una nobile causa. Quest’anno niente giallo mimosa! Preferiamo il rosso 🙂

Joy

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Buon S. Valentino! Come lo diciamo?

Ebbene sì, anche S. Valentino ha avuto la propria ricerca di mercato. Non un’analisi sui consumi legati alla festa degli innamorati, ma su come si parla d’amore tra partners attraverso il web.

La ricerca è stata effettuata dall’agenzia di comunicazione Edelman e condotta in 41 Paesi del mondo e ha portato a risultati interessanti, in alcuni casi inaspettati.

Si è evidenziata subito la tendenza delle donne a comunicare “in privato” il proprio amore, attraverso Skype o posta elettronica. Gli uomini appaiono invece più espansivi e disposti a dichiararsi tramite social networks come Twitter.

Ebbene sì, dalla ricerca emerge che anche sul web gli spagnoli si confermano dei veri latin lovers: la dimestichezza con la rete nel comunicare i propri sentimenti è tale che ben il 50% di loro ricorrerebbe al web per dire “te quiero”, contro una media complessiva del 29%. Tecnologicamente meno romantici, i freddi irlandesi.

Cambiano i mezzi e le tecnologie, ma certe cose non cambiano mai!

Joy

La comunicazione contro il silenzio delle donne

Oggi si celebra la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Molte iniziative in tutto il mondo sono quest’anno volte a ricordare, come messaggio principale, che 6,743 milioni di donne hanno subito, nella propria vita, violenza fisica o sessuale; tre milioni di donne hanno subito una violenza o un’aggressione durante una relazione o dopo avere deciso di troncarla. In Italia, una donna su tre nella fascia d’età tra i 16 e i 70 anni, è stata vittima di un uomo.

La comunicazione può fare molto, perché il problema principale in queste situazioni è il silenzio: il 53% delle donne che hanno subito violenze o aggressioni non lo ha mai confidato a nessuno.

Lo scorso anno il manifesto di Telefono Donna dedicato alla Giornata ed al tema del silenzio aveva fatto parlare di sè perché, giudicato troppo forte, era stato respinto dal Comune di Milano.

Violenza sulle donne - Manifesto

Grazie a questo manifesto, la Giornata Mondiale contro la violenza è finalmente diventata una notizia e se ne è parlato diffusamente e a lungo.

Quest’anno a Milano si è svolta un’iniziativa meno provocatoria e forte, ma altrettanto utile alla causa: si tratta di un Flash Mob organizzato da Intervita Onlus. Donne e uomini si sono ritrovati insieme per dire “stop” a tutte le forme di violenza sulle donne. Il video è stato girato ieri per annunciare l’arrivo del giorno dedicato alle donne:

Joy

iPhone App: la Pepsi si scusa

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Un’applicazione sessista?

E’ l’accusa rivolta a Before You Score, nuova applicazione lanciata per promuovere l’energy drink Amp, targato Pepsi.

L’applicazione consente di scegliere tra 24 “categorie” femminili, offrendo poi notizie per riuscire a conquistare la tipologia preferita.

The Before You Score app drew ire for its male-centric approach to categorizing women, calling itself “a roadmap to success with your favorite kinds of women — 24, in all.” Female types include “cougar,” “bookworm,” “treehugger” and “rebound girl,” and when a user selects the type of woman of his choice, the app provides information that will supposedly help a guy “score” that type, complete with pickup lines.(Digits)

La Pepsi si sta scusando perché l’applicazione è stata giudicata molto offensiva nei confronti dell’universo femminile, e in effetti la categorizzazione in tipologie risulta essere molto stereotipata.

Su iTunes, le critiche sono quindi piovute e questa ne è un esempio:

Dear PepsiCo, Your score is zero. Do you really think you have no women customers? Well, guess what, you do (or at least, you did), and I for one think this pathetic, sexist excuse for ‘fun’ is one of the worst marketing ideas you’ve ever come up with.

Ecco qui comunque, la presentazione dell’App.

Che ne pensate?

Mr. Writer

Sceglietevi punching ball diversi da donne e bambini

Che cosa ci fanno sagome gonfiabili simil-sacco da box alla fermata del bus o davanti alla scuola? Ci ricordano che – purtroppo – Family Violence is all around us: troppo spesso, infatti, qualcuno scambia donne e bambini per punching ball su cui scaricare le proprie tensioni e frustrazioni.

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Qualche dato. Secondo il più recente report dell’Istat sull’argomento (Violenza e maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia, febbraio 2007), in Italia il 14,3% dei 6.743.000 di donne di età compresa tra i 16 e i 70 anni che hanno dichiarato di essere state vittime di una violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita  ha subito abusi all’interno di una relazione di coppia. Per quanto riguarda i minori, Save The Children stima che nel nostro Paese un milione di bambini abbia assistito a episodi di violenza e maltrattamenti all’interno delle mura di casa, con conseguenze psicologiche devastanti. In famiglia si consumano anche abusi e violenze sessuali: da studi condotti in 21 Paesi industrializzati, risulta che circa il 36% delle donne e il 29% degli uomini ne siano stati vittime durante l’infanzia.

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The Apprentice

Donne e bambini? Non sono carne da prostituzione

Secondo dati dell’International Labour Organization nel mondo, ogni anno, 2,45 milioni di persone sono vittime del traffico di esseri umani. Di queste, il 92% sono sfruttate a fini sessuali. Inoltre, il 98% dei cosiddetti sex worker è composto da donne e bambini
Per sensibilizzare i propri cittadini sul problema, chiamandoli a comportamenti più rispettosi della dignità, il Governo del Lussemburgo ha promosso un’efficace campagna di social marketing.
Nel banco carni dei supermercati del Granducato sono apparse confezioni che reclamizzavano tagli… per così dire particolari. Il messaggio? If you pay a prostitute, you’re financing human trading.

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The Apprentice

Quando le bionde si sfidano a colpi di schiuma e… spot

Sul successo delle bevande alcoliche, fascino della trasgressione e valutazioni sullo status sociale a parte, penso influisca anche l’originalità della comunicazione. Di seguito, tre esempi dal pianeta birra.
Nel gennaio scorso, ho dedicato un post al commercial Walk in Fridge di Heineken, costruito sulla dicotomia uomini vs. donne, declinata a… ultrasuoni. Ebbene, di questo spot esiste una versione spoof targata Bavaria: protagonista una sorta di sosia ciccione – e per giunta annoiato – di Russell Crowe che, disturbato dalle urla dei suoi compagni di party, li chiude nel vano frigo dove sono custodite bottiglie di Heineken per poi godersi la compagnia di una buona lattina di Bavaria… e non solo!!

Heineken ha risposto – aprile 2009 – con lo spot Walking Fridge, che cita quello precedente, ormai considerato un classico, declinandolo secondo la logica “Se Maometto non va alla montagna è la montagna che va da Maometto”.

Più convenzionale nella sua originalità è invece lo spot di Stella Artois, con atmosfere alla James Bond. Protagonisti una bella bionda e un adone, che rischiano di farsi travolgere dalla passione, e il gelosissimo marito di lei… Per l’amante apparentemente si mette male ma la vita riserva sempre sorprese!

The Apprentice