Vi piacerebbe associare il vostro brand a un evento sportivo di risonanza mondiale ma non avete un budget sufficiente? Non arrendetevi: studiatevi un’azione di ambush marketing!
Prendete esempio da Pringles: in occasione dell’ultimo Wimbledon, che ha fatto segnare presenze record soprattutto grazie all’idolo locale Murray, agli spettatori del torneo sono state distribuite 24.000 scatole… molto simili, a livello di packaging, ai classici tubi porta-palle da tennis. Con un’unica avvertenza: These are not tennis balls.
La campagna per il brand di Procter & Gamble è firmata da The Touch Agency.
La Rete si fa sempre più protagonista della cronaca in diretta di grandi avvenimenti, pensiamo all’elezione del presidente americano Barak Obama e alla recente morte del Re del Pop, Michael Jackson.
Ed è proprio a quest’ultimo che anche noi vogliamo dare il nostro saluto, segnalandovi due tributi , tutti in chiave 2.0 provenienti dalla Rete.
Un’idea tanto semplice quanto geniale: Michael Jackson e il suo famoso moonwalking rifatto dai milioni di fan, un puro esempio di User generated content.
Chi non ha mai provato in vita sua a rifare la famosa quanto difficile camminata lunare?
Bene, ora basta riprendersi con una comune webcam e caricare il video sul sito.
In questo modo si contruibuisce a creare il moonwalking più lungo della storia!
I video sono montati l’uno di fianco all’altro, proprio per dare il senso di continuità e potenzialmente tende all’infinito.
Andate a vedere, è spettacolare! Moonwalkers di tutto il mondo riunitevi!!
Avrete già sentito parlare dell’Augmented Reality, tradotta in italiano come realtà aumentata.
Una sorta di grafica interattiva che combina, in tempo reale, immagini dal vivo con animazioni virtuali: è sufficiente organizzare delle animazioni in flash e possedere una webcam. Molte aziende l’hanno già sperimentata.
Un esempio, nel campo dell’automotive, l’ha realizzato Mini.
A dire il vero questo esempio non è niente di speciale, ma girando su YouTube si iniziano a vedere veri e propri inni alla creatività, che portano l’ Augmented Reality anche fuori dai confini dell’ADV.
Guardate questo video!
Il biglietto da visita che compare ad inizio video mi ha fatto pensare alle potenzialità di uno strumento del genere.
Ad esempio alla creazione dei video-curriculum: perché, mentre presentiamo noi stessi alle aziende, non facciamo scorrere le immagini del nostro portfolio e dei nostri elaborati?
Ad ogni modo, per chi fosse interessato a saperne di più, vi consiglio di visitare il website di una company australiana: Boffswana. Cos’è?
Boffswana is an award winning creative technology solutions company that supplies the advertising industry with specialised services. We are a group of designers, animators, developers, coders and thinkers with a brand communications focus. We love ideas and finding ways to create more interesting consumer experiences in a time when there are very few barriers to how we can communicate with each other.
All’interno della sezione Laboratory potete vedere ottimi esempi di realtà aumentata con elementi video e 3D.
La situazione è classica: famigliola in auto, in viaggio verso una meta sconosciuta. Però questi bambini non si lamentano di nulla e sono stranamente silenziosi. Santi? No, diabolici. Eh sì perché i due fratellini dello spot DDB Stockholm per McDonald’s hanno poteri simili a quelli posseduti da Carrie (ricordate la protagonista del film di De Palma?): in questo caso non fanno volare coltelli né causano incendi ma con l’aiuto (indotto) di pupazzi, radio, vip patinati e uccelli si limitano ad ossessionare i genitori con la domanda Are We There Yet?. Il motivo? Sono impazienti di fare un salto dal loro fast food preferito.
Come i blockbuster, anche gli spot, quando baciati dal successo, hanno raffiche di sequel. È il caso di Heineken e delle campagne Walk in Fridge e Walking Fridge (spin-off della prima), a cui avevo già dedicato i post Donne vs uomini, chi urla di più?e Quando le bionde si sfidano a colpi di schiuma e… spot. Il nuovo spot What Men Really Want (che ho visto su Womarketing) è una sorta di mix dei due, in quanto ritornano gli elementi dell’urlo belluino maschile e del frigorifero a due zampe. Nuova è l’ambientazione: il Red District di Amsterdam. Alcuni maschietti passano davanti alle vetrine: sono però stranamente insensibili alle moine e ai fisici prorompenti delle belles de nuit. Il motivo? Beh, c’è una bionda che li sa emozionare di più…
Una curiosità. Mentre gli spot del passato erano a firma TBWA\Neboko, l’ultima creazione è di Pixasso che si è aggiudicato il video contest promosso da Heineken su Brand Fighters.
Ecco, finalmente, il primo episodio del documentario Le storie dello Scorpione, a cui abbiamo già dedicato un post qualche giorno fa presentandone il trailer, pensato in occasione del lancio del nuovo sito Abarth. Il documentario, che ripercorre la storia del grande marchio, parte con il ritorno in pista delle auto “piccole ma cattive” a Monza, lo scorso 29 marzo, per il Trofeo 500 Abarth.
La pioggia di quel giorno non ha certo fermato la potenza delle 4 ruote Abarth, al contrario, ha esaltato le doti agonistiche della Abarth 500 Assetto Corse. Una vera e propria racing experience, una gara avvincente, giocata sul filo dei centesimi di secondo.
Un ritorno in grande stile per il brand, che propone in chiave 2.0 le dinamiche dello story telling.
“Le Storie dello Scorpione”, presentato “a puntate”, punta alla viralizzazione dei video in rete, narrando delle corse, delle auto d’epoca, dei personaggi, dei piloti protagonisti della celebrità delle auto Abarth.
Una scelta davvero originale per un marchio che ha fatto storia.
In anteprima il primo capitolo delle “Storie dello Scorpione” :
Explore, just protect yourself. È questo il claim dello spot firmato da TBWA Paris per AIDES – Association de lutte contre le VIH-sida et les hépatites. L’obiettivo? Convincere i giovani a godere delle gioie del sesso in modo responsabile. La scoperta dell’altro sesso viene paragonata a una vera e propria avventura: nel caso dei maschietti, l’esplorazione, a bordo di una navicella spaziale a forma di preservativo, riguarda un universo di tette e culi.
Le femminucce, invece, in un sottomarino simil-Femidom, si immergono in un oceano con pesci dalle fattezze falliche. I due spot, entrambi girati in 3D, sono visionari e sono stati premiati all’ACT Responsible Cannes 2009.
Se siete amanti dell’arte e volete un’idea per l’estate, beh allora potete fare un salto al Museu Efémero di Lisbona. Come suggerisce il suo stesso nome, si tratta di un’esposizione effimera, in cui “le opere vivono soltanto il tempo necessario”. Le forme espressive sono varie e lo stesso dicasi per età e nazionalità degli espositori. La sede è rappresentata dalle stradine del Bairro Alto, il quartiere della capitale portoghese dalla vocazione bohémien.
Non a caso l’iniziativa è promossa, oltre che dall’Associazione Movimiento Acorda Lisboa (Movimento Svegliati Lisbona), dalla Fondazione Pampero, che consiglia di visitare il Museo al tramonto, accompagnati da un bicchiere di Dirty Pampero ghiacciato. Questo il manifesto del Museo Efémero: “Per diventare un vero artista ci vogliono anni di duro lavoro, studio e devozione. Non importa qual è la scuola, sia essa l’università o la strada“.
Originali anche le modalità di visita del museo: dal sito http://museuefemero.blogspot.com si può scaricare una mappa realizzata in collaborazione Flickr e una audio guida mp3 per iPod.
La campagna, promossa da Leo Burnett Publicidade è stata premiata con la medaglia d’Oro nella categoria Ambient Media agli ADC*E Awards.
Wonderbra colpisce ancora. Stavolta niente azioni di guerrilla marketing o viral ma una doppia pagina pubblicitaria. Elogio della banalità? Beh, guardate le foto sotto… Il lettore può “toccare con mano” l’effetto push up del reggiseno delle meraviglie.
Da sempre Evian tende a caratterizzarsi come source of youth. Proprio per esaltare le sue qualità benefiche, che ne fanno un’acqua particolarmente adatta per i bambini, Euro RSCG BETCha orchestrato una fantastica campagna pubblicitaria, irradiata dal sito Evian Live Younge costruita su baby… di talento. Date un’occhiata al ballerino di break dance qui sotto…
Altri soggetti sono rappresentati da un gruppo di pattinatori e da un giovanissimo emulo di Michael Jackson, che si produce nella leggendaria moonwalk.